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Quali sono le malocclusioni? Ecco come spiegarlo ai bambini

Una diagnosi tempestiva e un corretto intervento possono evitare l’insorgere di disturbi futuri legati alla masticazione, alla fonazione e anche alla postura. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Cristina Vitale, specialista in ortodonzia a Roma e membro dell’Asio

Giusy Bottari by Giusy Bottari
Dicembre 31, 2023
in Salute
Reading Time: 4 mins read
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Quali sono le malocclusioni? Ecco come spiegarlo ai bambini

Le due arcate dentarie si chiudono in modo irregolare, i denti superiori non si allineano bene con quelli inferiori? Potrebbe essere una malocclusione dentale, che con il passare del tempo può causare problemi alla masticazione, alla fonazione e anche alla postura. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Cristina Vitale, specialista in ortodonzia a Roma e membro dell’Asio (Associazione specialisti italiani ortodonzia).

Cristina Vitale, specialista in ortodonzia a Roma e membro dell’Asio (Associazione specialisti italiani ortodonzia).

Che cos’è la malocclusione?

È importante ricordare malocclusioni dentali non sono un fenomeno solo tipico dell’infanzia; ci sono tantissimi adulti con malocclusioni dentali. Ciò che succede è che questi problemi ortodontici di solito fanno la loro comparsa in tenera età quando è anche più facile correggerli: più vengono trascurati più è impegnativo trattare il problema nell’adolescenza o, peggio ancora, in età adulta.

Quali sono le malocclusioni più comuni nei bambini?

Possono esserci diversi tipi di malocclusioni dentali: alcune sono genetiche, altre causate da fattori esterni (ad esempio dall’abuso di ciuccio, biberon o dalla suzione del pollice). La grande differenza nel trattamento di queste malocclusioni nell’età pediatrica rispetto a quella adulta è che nei bambini il trattamento tende ad essere molto meno invasivo in quanto le ossa si devono ancora sviluppare completamente ed è più facile intervenire per correggerne la forma. Ecco le più comuni

Morso aperto

È un’alterazione che si verifica quando i denti anteriori dell’arcata superiore non toccano quelli dell’arcata ma rimane uno spazio aperto nel mezzo. Le sue cause possono essere ossee (la crescita dell’osso mascellare non è avvenuta correttamente) oppure può essere causato dall’uso prolungato del ciuccio o dalla suzione del dito. Il morso aperto ha conseguenze negative a livello estetico ma, soprattutto, funzionale: si ha difficoltà a masticare bene il cibo e a riprodurre alcuni suoni. In alcuni casi per correggere il morso aperto è sufficiente un trattamento di ortodonzia, mettere quindi l’apparecchio ai denti; nei casi più gravi è necessario realizzare un intervento di chirurgia ortognatica.

Morso inverso o incrociato

È un tipo di malocclusione piuttosto comune: chi ne soffre ha i denti superiori che, chiudendo la mascella, si vanno a posizionare dietro a quelli inferiori. Di solito i bimbi che presentano il morso incrociato hanno un palato stretto e profondo e presentano problemi a mordere dato che i denti non ricevono la giusta forza per realizzare il morso adeguatamente: questo disturbo può portare anche a danneggiare i denti e le gengive. Le cause del morso incrociato possono essere genetiche o determinate da abitudini sbagliate (abuso di ciuccio, biberon, succhiare il pollice durante l’infanzia): se questa malocclusione viene diagnosticata da bambini è possibile correggerla con l’utilizzo dell’apparecchio.

Affollamento dentale

È il risultato di una discordanza fra la lunghezza dell’osso mascellare e la dimensione complessiva occupata dai denti ospitati. Ciò significa che i denti non hanno abbastanza spazio per potersi disporre in maniera corretta; quindi alcuni di loro si posizioneranno più avanti o più indietro. L’affollamento dentale non ha solo conseguenze estetiche: la cattiva disposizione dei denti rende molto più complesse le manovre per l’igiene orale, con un aumento del rischio di carie e parodontite. Questa alterazione può anche portare a problemi di linguaggio o masticazione, ma anche bruxismo e mal di schiena. Per risolvere l’affollamento dentale si ricorre a un trattamento di ortodonzia: con un apparecchio si riesce ad ottenere lo spazio necessario affinché i denti si possano allineare correttamente.

Retrognatismo

In questo caso siamo davanti a un’alterazione a causa della quale la mandibola occupa una posizione più arretrata del normale; inoltre è più piccola e l’osso mascellare superiore si trova in una posizione più avanzata rispetto all’inferiore. Come risultato, per usare parole semplici, i denti inferiori e superiori davanti non si toccano quando si chiude la bocca. Di solito il retrognatismo ha origine genetica anche se può essere causato da un abuso del ciuccio durante l’infanzia, o dalla pratica di succhiare il dito. Questo può generare alterazioni funzionali della fonazione, deglutizione e della masticazione ma anche dolore al volto e apnea del sonno. Nei casi più lievi, soprattutto se diagnosticato nella prima infanzia, può bastare un trattamento di ortodonzia funzionale, l’apparecchio per intenderci, talvolta però si rende necessario un intervento di chirurgia ortognatica.

Morso profondo

In questo caso i denti superiori coprono quelli inferiori; talvolta il problema è così severo che gli incisivi inferiori si appoggiano sul palato (da qui il nome “morso profondo”). Questa malocclusione può dare luogo a tutta una serie di problemi: difficoltà nella masticazione, problemi funzionali, bruxismo e predisposizione alla parodontite per l’impossibilità di praticare un’igiene orale corretta. Come la maggior parte dei problemi ortodontici, le cause possono essere ossee, dentarie o dovute a cattive abitudini. Anche in questi casi si ricorre all’uso dell’apparecchio che di solito basta, se il problema viene diagnosticato nell’infanzia; altrimenti è necessario intervenire anche chirurgicamente.

Cosa può provocare un problema di malocclusione?

Le motivazioni possono essere diverse e sono in genere ereditarie o acquisite. Se la malocclusione dipende da fattori ereditari vuol dire che questa caratteristica è stata presa dai genitori. Solitamente è semplice accorgersene: basta guardare se gli altri membri della famiglia soffrono dello stesso problema. Se, invece, la malocclusione dipende da fattori ambientali, significa che è causata da fattori esterni, come alcuni comportamenti scorretti: tra questi, l’uso prolungato del ciuccio oltre il terzo anno, oppure la tipica abitudine di succhiarsi il pollice. È bene, dunque, che il primo appuntamento dal dentista si svolga il prima possibile.

Come puoi accorgerti di questo problema?

Ci sono dei segnali evidenti che possono far pensare alla presenza di una malocclusione. Innanzitutto potresti avere delle difficoltà a mangiare e a masticare, oppure a parlare. Soprattutto alcune lettere verrebbero pronunciate male, come la S, la Z e la R. Inoltre, vi sono delle circostanze in cui questa condizione porta a una postura errata della colonna vertebrale. Altri sintomi della malocclusione sono il mal di testa, la tosse, le vertigini e l’acufene (cioè un problema che porta a sentire ronzii, fischi o suoni particolari). Infine, ultimo ma non per importanza, la malocclusione dentale ha una ripercussione anche sull’aspetto estetico con un sorriso poco armonico.

Quando mettere l’apparecchio?

L’apparecchio viene spesso visto come un intruso per molti bambini. Ma per poter ripristinare la funzionalità della bocca e la sua estetica è necessario iniziare il trattamento non appena il problema si presenta: di solito questo accade nei primi anni di vita. Nei bambini è molto più facile intervenire perché le ossa non sono ancora completamente sviluppate. Solitamente si interviene con un apparecchio ortodontico di tipo fisso o mobile, il quale nel corso di diversi mesi o anni è in grado di modificare i rapporti tra le arcate fino alla completa scomparsa di malocclusione. I disturbi più lievi tendono a correggersi senza intervento chirurgico, ma è comunque importante eseguire visite periodiche per tenere sotto controllo la situazione.

Tags: BambiniMalocclusioni dentali
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