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Perché l’Italia non ha firmato la dichiarazione Ue per i diritti Lgbt+

Una scelta di campo netta da parte del governo Meloni in sostegno della linea conservatrice dei Paesi governati della destra sovranista

Redazione by Redazione
Maggio 18, 2024
in Italia
Reading Time: 2 mins read
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Perché l’Italia non ha firmato la dichiarazione Ue per i diritti Lgbt+

Come l’Ungheria, come la Bulgaria, come la Romania. L’Italia non ha firmato la dichiarazione Ue per i diritti Lgbt+. Una scelta di campo netta da parte del governo Meloni e della sua maggioranza in sostegno della linea conservatrice dei Paesi governati della destra sovranista e polemici nei confronti della politica dei diritti promossa dall’Unione europea.

Preparata in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia, la dichiarazione è stata sottoscritta da Belgio, Francia, Germania, Spagna, Polonia, Danimarca, Cipro, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Malta, Estonia, Austria, Finlandia, Portogallo, Slovenia e Svezia. L’Italia invece – insieme a Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – prende la scelta di non sottoscriverla. L’Italia, il 7 maggio, aveva aderito alla dichiarazione contro l’omofobia, transfobia, bifobia del Servizio di Azione Esterna Ue e dei 27.

Fonti del ministero della Famiglia hanno spiegato all’Ansa è stato deciso di non aderire la dichiarazione che «era in realtà sbilanciata sull’identità di genere, quindi fondamentalmente il contenuto della legge Zan». La ministra per la famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, rivendica la scelta: «Non abbiamo firmato e non firmeremo nulla che riguardi la negazione dell’identità maschile e femminile, che tante ingiustizie ha già prodotto nel mondo in particolare ai danni delle donne».

Gli Stati firmatari si impegnano in particolare ad attuare le strategie nazionali Lgbtq+ e a sostenere la nomina di un nuovo Commissario per l’Uguaglianza quando sarà formata la prossima Commissione. Invitano inoltre la Commissione a perseguire e attuare una nuova strategia per migliorare i diritti delle persone Lgbtq+ durante la prossima legislatura, stanziando risorse sufficienti e collaborando con la società civile.

«Che rabbia e che vergogna questo governo che nella giornata internazionale contro l’omobilesbotransfobia decide di non firmare la dichiarazione per le politiche europee a favore delle persone Lgbtqia+. Non è accettabile», commenta la segretaria del Pd Elly Schlein. «L’Italia è scivolata di una posizione indietro nella classifica annuale di Ilga-Europe, è trentaseiesima su quarantotto paesi – aggiunge – Non è accettabile. Il Partito Democratico continuerà a battersi per una legge contro l’omobilesbotransfobia come il ddl Zan che questa destra che oggi governa aveva vergognosamente affossato con un applauso e con delle risate sguaiate sulla pelle delle persone lgbt, e dall’altra parte continueremo a batterci per assumere i pieni diritti e il pieno riconoscimento dei diritti della comunità lgbtqia+ a partire dai figli e dalle figlie delle coppie omogenitoriali, a partire dalla rafforzamento delle adozioni e dal contrasto alle teorie riparative, così come per un matrimonio egualitario perché l’amore non si può discriminare».

Sulla stessa linea il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte: «L’Italia non firmando la dichiarazione Ue che mira a promuovere le politiche europee che combattono le discriminazioni legate all’orientamento sessuale, ha deciso di inseguire il modello culturale orbaniano. Questa è la posizione di chi ci governa. Ma il Paese, ne sono convinto, è più avanti di questa politica reazionaria – ha scritto Conte -Il M5s vuole realizzare concretamente una società radicata nella tolleranza, nella libertà e nell’uguaglianza, in cui tutti siano davvero liberi di vivere la propria vita senza dover rendere conto a nessuno delle proprie scelte».

Tags: Dichiarazione per i diritti Lgbt+Giornata internazionale contro l'omofobiaGoverno MeloniLgbt
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