Musica

La parabola di Morgan presunto genio musicale

La lite con Bugo e la squalifica segnano il punto più basso della sua carriera. Tutti i retroscena di una collaborazione nata e finita male con la squalifica. La nota stonata del “Festival dell’amicizia”

Alla fine l’«elettricista che ripara un lavandino», l’«esperto di quiz a Sanremo», ovvero Amadeus, si gode la sua vendetta sul presuntuoso maestro Marco “Mozart” Castoldi, detto Morgan. Il quale prima aveva ricoperto di insulti il direttore artistico del Festival e poi si era aggregato al carrozzone aggregandosi a Bugo, per essere poi bocciato da pubblico, orchestra e dallo stesso compagno di avventura. Fino a essere cacciato dalla rassegna. È la nota stonata (mai termine fu più corretto) nel cosiddetto “Festival dell’amicizia”.

È il punto più basso al quale è arrivata la parabola dell’ex Blu Vertigo. Più cialtrone che genio incompreso. Più folle che artista bizzarro, vede complotti ovunque e lancia accuse contro tutti. Anche contro l’amico Bugo che lo aveva difeso nella vicenda dello sfratto e gli era andato incontro coinvolgendolo nel suo progetto.

«Un progetto nato con lui nel nome dell’amicizia e della stima», racconta un rammaricato e deluso Bugo, al termine di una notte burrascosa, che aveva avuto i primi segnali d’allarme alla vigilia del Festival. «Dopo aver accettato l’invito e imposto le sue condizioni, una settimana prima dell’inizio di Sanremo, Morgan ci ha chiesto 55mila euro per partecipare», rivela Valerio Soave, manager della Mescal, l’etichetta di Bugo. «Quando gli ho fatto presente che si trattava di un ricatto a scopo d’estorsione, ha fatto marcia indietro. Ma da quel momento ha cominciato a insultarmi».

«Avevamo accolto tutte le sue richieste pur di condividere questo Festival» riprende Bugo. Fra cui, la libertà di Morgan di scegliere la canzone, l’ospite e l’arrangiamento per la serata delle cover. «La cosa più assurda è che sono qua a giustificare la mia buona fede nei confronti di Marco e la serietà di questo progetto. Al momento di decidere cosa fare in questo festival ho affidato a lui la decisione della canzone perché amo il suo gusto. Lui ha scelto “Canzone per te” di Endrigo e gli avevo concesso di dirigere come gesto di affetto e stima. Poi tutto è degenerato per gli arrangiamenti perché c’erano cose che non tornavano. Marco ha inviato 11 partiture all’orchestra e sono state tutte respinte dal maestro Leonardo De Amicis perché “insuonabili e zeppe di errori armonici”. Lui ha reagito accusando me e Soave di un complotto contro di lui. Era ovvio che è grazie a Morgan che io sono potuto andare a Sanremo, ma non c’era alcuna intenzione di farlo fuori dopo essere stati accettati. Tutta la promozione è stata fatta insieme».

La tensione che era nell’aria esplode la sera delle cover. «Fino alla fine io non sapevo cosa cantare» ricostruisce Bugo. «Alle prove arrivavo e non sapevo quale sarebbe stata la versione della canzone da fare. Così ho pensato di cantarla nel miglior modo possibile. Non ero felice dopo quella sera». L’esibizione è pessima, e subito dopo, durante la trasmissione su Radio2 condotta da Gino Castaldo, va in scena una prima violentissima lite durante la quale Morgan – inferocito perché Bugo aveva cantato l’intera canzone e non solo la sua parte – accusa il collega di irriconoscenza: «Senza di me tu qui non saresti mai arrivato».

La resa dei conti finale, venerdì sera, è inevitabile. «Io ero comunque tranquillo», continua Bugo. «Volevo dimostrare che l’amicizia era forte. Andiamo avanti, passiamoci sopra. Morgan arriva all’ultimo momento e comincia a insultare un ragazzo del team della Mescal. “Dai Marco, andiamo su, divertiamoci, domani ne parlerete”, gli dico per calmarlo. Lui, per tutta risposta, comincia a insultarmi: “Figlio di…”, “pezzo di m…”, “sei uno sfigato”. Ha attaccato anche mia moglie».

Secondo alcuni testimoni, i due avrebbero cominciato a spintonarsi. «Era una scena surreale», dicono. Mentre sul palco Amadeus procedeva nella sua professionale presentazione, dietro le quinte i due vengono alle mani. «Era un corpo a corpo violento, si insultavano. Si sentivano le parolacce: “pezzo di m…”, “stronzo”. Noi eravamo preoccupati che i microfoni fossero accesi e si sentissero in diretta. Bugo ha sputato a Morgan, l’ho visto con i miei occhi, ma se ho capito bene era la reazione a un morso» raccontano i testimoni.

Quando Amadeus li ha chiamati in scena, il solo Morgan si avvia verso il palco. Bugo non voleva andare. «Ero turbato, ero indeciso» ricostruisce. Poi l’hanno praticamente spinto giù. «Sono sceso anch’io. Morgan continuava a dirmi: “Vieni, vieni, figlio di…”, “sei una merda”, “fai cagare”». Il resto della scena l’hanno vista tutti in tv. Morgan comincia a cantare con il testo nuovo: “La tua brutta figura di ieri sera. Tu stai sul palco grazie a me”. Appena sentita la prima frase, Bugo prende il primo foglio dello spartito con cui l’ex Blu Vertigo si era messo alle tastiere e dice: “Vado via”. «Non ho pensato a nulla, alla squalifica, alla penale, ma non potevo restare su quel palco dopo quelle offese. E poi ho cercato Amadeus per chiedergli scusa».

Morgan reagisce facendo il finto tonto, ben consapevole invece del tiro che aveva giocato all’ormai ex amico. È il direttore, Simone Bertolotti, scelto da Bugo, a fermare l’orchestra per protesta e in solidarietà con lui. Nel post esibizione qualcun altro parla di spintoni, soprattutto tra i due entourage. Poi sia Morgan che Bugo sono stati inghiottiti dalla notte.

Nessuna scusa, invece, è arrivata da parte del presunto genio musicale Morgan. Fuori controllo, ancora oggi ha continuato nel suo delirio, insultando tutti: Bugo, sua moglie, i manager della Mescal, la Rai, Leonardo De Amicis, giornalisti.

«Bugo è uno stronzo, ha violentato Sergio Endrigo nella serata delle cover, ero incazzato. Non ha saputo reggere quel palco» replica. E conferma di averlo insultato un attimo prima di andare in scena. «Valerio Soave è il responsabile della frattura tra me e Bugo. Un manager che gestisce un artista e gli rovina il sogno della sua vita è un bravo manager?», si chiede Morgan rispondendo ai giornalisti. «Aveva l’intento di farmi andare via per fare emergere Bugo. “Morgan deve rinunciare”, pensava, e così ha iniziato a fare mobbing a me con la non assegnazione o il cambio di compiti e cose così».

Secondo Morgan, che è un fiume in piena, «Bugo si è fatto giostrare da un’associazione a delinquere all’insaputa di Amadeus. Volevano farmi le scarpe ed io mi sono divertito con le armi della parola». E aggiunge. «Mi vergogno della mia firma sulla canzone “Sincero”. Sono stato io a fare un favore a loro prestando il mio nome e non il contrario ed è sempre grazie alla mia presenza che Bugo è stato preso a Sanremo: lui avrebbe venduto sua madre per fare il Festival, la sua ultima chance. Fa brutta figura ogni volta che apre bocca e hanno fatto di tutto per farlo emergere».

Nessun bagno di umiltà, né alcun mea culpa per Morgan. Ma, ormai, la sua parabola è alla fine. E solo lui non l’ha capito. L’«elettricista che ripara un lavandino», l’«esperto di quiz a Sanremo», si gode invece il suo trionfo.

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Giuseppe Attardi

Laureato in Lettere moderne. Giornalista professionista. Ha collaborato con Ciao2001, Musica Jazz, Ultimo Buscadero, Il Diario di Siracusa. È stato caposervizio agli spettacoli al quotidiano "La Sicilia". Nel 2018 ha curato il libro "Perché Sanremo è (anche) Sicilia". Ha assistito a tutte le prime dei tour mondiali degli U2.
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