Cultura

Da Pompei alla direzione dei musei dello Stato: chi è Massimo Osanna

Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, dopo averne cambiato volto e numeri, assume l’incarico di direttore generale dei musei del Mibact. Si insedierà a settembre

Sarà Massimo Osanna il nuovo direttore generale dei musei dello Stato. È lui il manager culturale sul quale ha deciso di puntare il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per la gestione della fase post-Covid degli istituti museali, dei monumenti e dei parchi archeologici italiani. Una nomina che diventerà operativa tra due mesi, dal primo settembre, ma l’uomo «che ha cambiato il volto di Pompei» saprà «rinnovare l’intero sistema museale nazionale e a traghettarlo nel futuro», ha sottolineato Franceschini.

Massimo Osanna, nato a Venosa nel 1963, è professore ordinario di Archeologia alla Facoltà Federico II di Napoli ed è stato visiting professor in numerosi atenei europei. Ha promosso scavi e ricerche in Italia meridionale, Grecia, Francia. Nel gennaio 2014 Osanna era direttore della Scuola di specializzazione in beni archeologici dell’Università della Basilicata, con sede a Matera, quando l’allora ministro Massimo Bray lo chiamò alla guida della nuova soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia. Dal 2014 al 2015 ha diretto la Soprintendenza Speciale di Pompei, mentre dal 2016 è direttore generale del Parco archeologico, riconfermato per un altro mandato nel 2019. Ora lascia la città sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e succede ad Antonio Lampis alla guida della direzione istituita dalla riforma Franceschini proprio per promuovere e coordinare le attività di tutela e valorizzazione del sistema museale del Paese.

La sua nomina è stata decisa al termine della procedura di interpello avviata a inizio giugno dal Mibact per il conferimento dell’incarico apicale della direzione generale del ministero che coordina le politiche di gestione, fruizione e comunicazione dei musei statali, garantisce lo sviluppo del sistema museale e un’offerta culturale accessibile e di qualità.

Osanna ha legato il suo nome alla rinascita di Pompei. Quando è arrivato, nel 2014, i visitatori erano due milioni e mezzo. Nel 2019, sono stati quattro milioni. Adesso, per evitare l’accalcarsi della folla, nel parco sono stati predisposti due percorsi distinti e ordinati. Alla base della mutazione genetica Pompei, si trovano il rifiuto di ogni convivenza con le forme di illecito e criminalità, il riavvio dei lavori negli scavi fermi dal 1960 e un controllo della pulizia e dell’ordine.

Il segreto del successo del “modello Pompei” sta nell’aver puntato sui giovani e sull’innovazione. Nelle posizioni gerarchiche ci sono ragazzi e ragazze con lauree e dottorati di ricerca in lettere classiche e filosofia, architettura e ingegneria. Nel Parco archeologico, i reperti sono stati raccolti in mostre aperte al pubblico, cosa prima mai fatta. Si parla in inglese con i turisti e si organizzano eventi: nell’anfiteatro di Pompei hanno suonato, fra gli altri, Elton John, James Taylor e David Gilmour, storico chitarrista e cantante dei Pink Floyd.

Ora per Pompei si aprono le procedure per la nomina del successore di Osanna, che terrà l’interim del Parco archeologico fino alla conclusione della selezione internazionale per scegliere il nuovo direttore dell’area archeologica campana. «Il nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei – ha spiegato Franceschini – verrà scelto con la procedura internazionale di selezione che dal 2014 ha consentito di scegliere i migliori, esclusivamente in base al curriculum, in Italia e nel mondo, per le direzioni dei più grandi musei e parchi archeologici italiani».

E una nuova sfida attende Massimo Osanna. «Un incarico prestigioso con una forte proiezione internazionale», ha sottolineato il ministro dei Beni culturali ringraziando l’uscente Antonio Lampis «per l’impegno e la professionalità dimostrata in questi anni». «Osanna – ha aggiunto Franceschini – ha cambiato il volto di Pompei che, grazie al suo lavoro, è diventato un modello gestionale e un punto di riferimento internazionale: una storia di riscatto che ci rende orgogliosi. L’esperienza e la professionalità di Osanna serviranno adesso a rinnovare l’intero sistema museale nazionale e a traghettarlo nel futuro».

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