Salute

Le interferenze dei piercing sulla postura: come trattarle con l’osteopatia

Scegliere tra estetica e salute è difficile. Ma i trattamenti osteopatici possono risultare utili a ripristinare la mobilità tessutale e trattare le tensioni causate dalle cicatrici

Piercing localizzati in diverse parti del corpo o del viso (lobo dell’orecchio, trago, labbra, naso, sopracciglia, lingua) sono diventati modelli estetici da mettere in evidenza. Ma la loro presenza è spesso associata ad apparenti ed inspiegabili algie vertebrali croniche, cefalee muscolo-tensive e affaticamenti visivi. Tralasciando quelle che possono essere tutte le situazioni d’infezione alla pelle e alle strutture sottostanti, i più non sanno che i piercing possono interferire con la postura.

La pelle è un recettore importante del sistema posturale, che invia continuamente informazioni al sistema nervoso centrale del suo stato generale, di un eventuale dolore e del suo grado di tensione. Lo squilibrio di questo recettore può causare alterazioni del sistema tonico posturale. Le cicatrici, anche quelle causate dai piercing, generano aderenze nei tessuti fasciali superficiali e profondi in grado di alterare il movimento fisiologico naturale, alterare la circolazione sanguigna o linfatica e perturbare l’equilibrio del corpo.

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Il piercing sul volto interferisce sul sistema tonico posturale in quanto potrebbe condizionare le vie somato-sensoriali e addirittura creare delle piccole eteroforie, la tendenza di uno o di entrambi gli occhi a deviare dalla normale direzione dello sguardo. Per mantenere il centro della massa del corpo in equilibrio durante la stazione eretta, il Sistema Nervoso Centrale (Snc) esegue un lavoro costante di riequilibrio, utilizzando come feedback le coordinate visive, quelle vestibolari e gli input somatosensoriali. In base a questi dati il Sistema Nervoso Centrale, genera continuamente delle risposte muscolari di tipo correttivo attraverso l’azione di un sistema di controllo in retroazione.

Le conseguenze delle cicatrici dei piercing provocano squilibri e comprimono le strutture in modo asimmetrico, creando sovraccarichi su precise zone o articolazioni. L’approccio osteopatico al tessuto cicatriziale e alle aderenze associate non riguarderà solo l’area della restrizione di mobilità, ma valuterà anche la funzione generale del corpo e analizzerà la storia e le cause che contribuiscono alla sintomatologia. Il trattamento osteopatico, mediante le tecniche miofasciali, è in grado di migliorare e ripristinare la mobilità dei tessuti e risolvere eventuali sintomatologie associate.

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Gianluca Barca

Laureato in Educazione Fisica con il massimo dei voti all’Università degli studi di Palermo, ha conseguito la Laurea Magistrale (Specialistica) in Scienze Motorie presso l’Università di Torino S.U.I.S.M. e un Master di II livello all’Università Tor Vergata di Roma. Diploma di Massofisioterapista Triennale legge 403/71. Si è perfezionato in Francia con un Master in Osteopatia presso il R.O.R.I. di Lione e si è Diplomato in Osteopatia presso l’E.F.S.O. l’Ecole Française Supérieure d’Osteopathie, scuola riconosciuta dal ministero della Salute Francese risultando essere il primo nella graduatoria di merito.
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