È innegabile: c’è stato un grande cambiamento nel modo in cui i ventenni si vedono. L’impatto dei social network ha alterato la percezione di sé. I selfie su Instagram, le stories su Facebook, i video su TikTok: si è sempre più schiavi dell’aspetto fisico, modificato ad arte per apparire sempre al meglio. E, dove non bastano filtri e photoshop, arriva il ritocco. Sono sempre più numerosi ragazzi under 30 che si sottopongono a trattamenti di medicina estetica o a piccoli interventi di chirurgia plastica. Ne abbiamo parlato con la dr.ssa Antonella Gallodoro, medico chirurgo specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.
La chirurgia estetica non è solo una questione di età, anzi, sempre più giovanissimi under 30 desiderano un ritocchino. Quali sono le ragioni di questo fenomeno?
«Per essere super trendy, fashion e alla moda. Le nuove generazioni danno molta più importanza alla propria immagine, biglietto da visita per i propri profili social. Millennials o generazione Y sono giovani che smanettano sui social, hanno profili Facebook e Istagram, nutrono ambizioni e desideri ben chiari. Alcuni sono laureati molti altri non studiano, ma lavorano. Una cosa li accomuna: hanno grandi aspettative dal mondo del lavoro e grande familiarità con le tecnologie digitali. Si ispirano ai blogger e alle influencer. Sempre aggiornati sulle ultime novità in ogni campo ma soprattutto moda, spettacolo, sport ed estetica. Mangiano pane e Facebook, acqua e Instagram. Tra un apericena e una festa in spiaggia inondano i social di selfie, di immagini filtrate. L’obiettivo? Farsi conoscere, mostrare il meglio di sé, catturare l’attenzione e perché no, trovare lavoro. Molto sicuri, indipendenti e con un’alta autostima si sottopongono ai trattamenti senza farne mistero».

Quali sono gli interventi più richiesti?
«Sicuramente la liposuzione mirata all’eliminazione dei cuscinetti dalla cosce, la mastoplastica additiva per un seno più abbondante e sensuale, ma anche la rinoplastica per eliminare il gibbo e affinare il naso e l’otoplastica per quelle orecchie a sventola che i genitori non hanno voluto far correggere sono tra gli interventi i più richiesti. Mentre i filler per labbra idratate e ben disegnate a prova di selfie, i rinofiller per una punta del naso all’insù, i peeling per rendere la grana della pelle perfetta e compatta per foto senza filtri, l’aumento dei glutei con acido ialuronico per un lato B perfetto e sodo sono i trattamenti di medicina estetica più eseguiti insieme a Onda coolwaves e carbossiterapia per ridurre quella fastidiosa cellulite».
Come è cambiata la chirurgia estetica rispetto al passato?
«La chirurgia plastica estetica nasce proprio per migliorare l’aspetto di coloro che non si sentono del tutto a proprio agio con il proprio corpo. E in molti casi, rivolgersi al chirurgo estetico ha effetti positivi, anche dal punto di vista psicologico. Sebbene le tecniche si siano perfezionate e diventate più sicure è fondamentale affidarsi sempre a chirurghi seri e affidabili. Ma soprattutto sono cambiati i pazienti: si abbassata notevolmente l’età di chi si sottopone al primo ritocchino. Noi chirurghi plastici ci troviamo sempre più di fronte a questi nuovi pazienti, che prendono appuntamento tramite WhatsApp, Telegram o Messenger piuttosto che una semplice telefonata. Giovani pazienti che hanno un po’ modificato il nostro modo di lavorare. Inevitabilmente anche il nostro modo di approcciarci a questa tipologia di pazienti è cambiato così come la modalità di trattare gli inestetismi. Ma occorre fare attenzione a non cadere anche noi nella trappola dell’essere e dell’apparire. Talvolta, quasi come una mamma, dico no e non assecondo sempre e comunque le loro richieste!».

Sì o no alla chirurgia plastica under 30?
«C’è un importante differenza tra la correzione e la ricerca della perfezione. È importante, prima di tutto capire le ragioni di chi vuole sottoporsi al bisturi: è bene che sappia che la perfezione non esiste e che al mondo ognuno di noi è unico. Un chirurgo deve valutare di scoraggiare un giovane under 30 a sottoporsi ad un intervento quando si richiede di migliorare una parte del corpo che rientra perfettamente nella normalità, o peggio vuole somigliare alla star del momento. È giusto intervenire, invece, quando un giovanissimo ha dei difetti visibili, che compromettono il suo benessere psicologico, la vita sociale e la stabilità emotiva. È importantissimo che il dottore faccia da filtro, che sappia quando c’è da intervenire o meno soprattutto quando il paziente è molto giovane».





