• Cookie Policy
  • Chi siamo
giovedì, Marzo 5, 2026
  • Login
Pickline
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
Pickline
No Result
View All Result

Green pass a lavoro: è corsa ai tamponi

Il governo e i sindacati si incontrano per discutere di un eventuale ulteriore abbassamento dei prezzi dei test, per agevolare i lavoratori non vaccinati

Redazione di Redazione
Ottobre 14, 2021
in Italia
Tempo di lettura: 2 mins read
A A
Green pass a lavoro: è corsa ai tamponi

Il Green Pass per accedere in azienda come in qualsiasi altro luogo di lavoro, pubblico o privato, sarà obbligatorio da domani. E per chi non è vaccinato o non ha contratto il virus, l’unica possibilità per ottenere la certificazione resta il tampone da presentare ogni 48 ore (72 per i molecolari). E dalla Liguria alla Sicilia è corsa ai tamponi: in tanti hanno prenotato per sottoporsi al test che garantisce un Green pass valido due giorni (72 ore il molecolare). Chi non è vaccinato e sceglie questo metodo dovrà farne almeno tre a settimana, al costo di 15 euro, per essere in regola e presentarsi così sul proprio posto di lavoro.

«Fino a oggi hanno aderito alla campagna di testing 10mila farmacie su 19mila, ma in questi giorni stiamo assistendo a un importante aumento delle adesioni, per cui pensiamo di poter aumentare la potenza di fuoco, che già oggi è comunque in media di 200mila test al giorno, due terzi di quelli eseguiti quotidianamente». A dirlo, in un’intervista a “La Stampa”, Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, alla vigilia dell’obbligo del Green pass a lavoro. «Molte farmacie stanno nel frattempo aumentando l’approvvigionamento di tamponi e il numero di personale abilitato ad eseguirli, infermieri professionali in particolare – aggiunge Tobia – Stiamo registrando un aumento delle richieste, soprattutto nelle grandi città e nell’hinterland, dove si concentrano più uffici e aziende dove il tampone è fondamentale per accedere nei luoghi di lavoro se non si è vaccinati».

Nel frattempo il governo valuta una nuova riduzione del prezzo dei tamponi per i lavoratori non vaccinati. Alla vigilia dell’introduzione dell’obbligo di green pass per entrare nelle aziende e negli uffici, l’esecutivo cerca con i sindacati una soluzione in extremis per evitare blocchi e proteste. «Abbiamo colto l’occasione per segnalare al governo la necessità di un abbassamento molto forte del costo del tampone e che si potenzi il credito di imposta su tutte le spese di sanificazione che permetta alle imprese di affrontare questa questione», ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini.

È proprio questa l’ipotesi che sarà analizzata domani in Consiglio dei ministri: la possibilità che siano le aziende ad anticiparne i costi dei tamponi, con un conseguente potenziamento del credito di imposta per le spese di sanificazione anti-Covid. Intanto, cresce la lista delle aziende che decidono di pagare il tampone ai loro dipendenti non vaccinati per permettergli di ottenere la certificazione verde Covid. «Vorremmo che tutte le aziende, non solo alcune, si assumessero l’onere del costo dei tamponi», spiega Landini. Un’iniziativa che per ora è stata assunta da diverse imprese: da Ducati all’ex Ilva, da Piquadro a Natura Sì. «Sarebbe un segnale molto importante», sottolinea il segretario della Cgil.

Resterebbe però il problema del numero di tamponi che si renderanno necessari a partire dal 15 ottobre: la Fondazione Gimbe ha stimato che serviranno tra 7,5 e 11,5 milioni tamponi antigenici rapidi a settimana, mentre nel periodo tra il 6 e il 12 ottobre ne sono stati effettuati appena 1,2 milioni. Inoltre, ha sottolineato sempre Gimbe, secondo Federfarma circa due terzi dei test vengono eseguiti nelle farmacie private, ma di queste meno della metà (8.331 su circa 19mila), oltre a 327 centri privati, hanno aderito all’accordo che garantisce i test a prezzo calmierato.

Tags: Aziende privateGreen passLavoroPubblica amministrazioneTamponiTest antigenici
Share322Tweet202Share56ShareSend
Articolo precedente

Dai portuali agli autotrasportatori: la protesta dei lavoratori No Gren pass si allarga

Articolo successivo

Cosa vogliono i portuali di Trieste

Altri Articoli

Cosa significa essere intersessuale
Italia

Cosa significa essere intersessuale

Agosto 3, 2024
L’estate calda per chi viaggia in treno
Italia

L’estate calda per chi viaggia in treno

Agosto 1, 2024
Cosa succede nelle carceri italiane
Italia

Cosa succede nelle carceri italiane

Luglio 30, 2024
Che cos’è il fascicolo sanitario elettronico?
Italia

Che cos’è il fascicolo sanitario elettronico?

Giugno 28, 2024
Articolo successivo
Cosa vogliono i portuali di Trieste

Cosa vogliono i portuali di Trieste

  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.