La scabbia è spesso accompagnata da falsi miti, pregiudizi e disinformazione. Contrariamente all’opinione comune non è necessariamente legata a scarsa igiene personale. Causata da un parassita, questa malattia infettiva provoca prurito intenso e lesioni cutanee, creando disagio sia fisico che psicologico. La trasmissione avviene attraverso contatti prolungati e ravvicinati con la pelle di una persona infetta, oppure tramite oggetti contaminati. Questo la rende particolarmente comune in ambienti affollati come asili, scuole e centri ricreativi. Tuttavia, con una diagnosi tempestiva, un trattamento adeguato e misure preventive efficaci, è possibile limitare la diffusione tra i bambini. Ne abbiamo parlato con il dottor Giuseppe Felice, pediatra e allergologo di Milano, membro della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP).

Cos’è esattamente la scabbia e come si manifesta?
La scabbia è un’infestazione della pelle causata da un minuscolo parassita, il Sarcoptes scabiei . Questo acaro scava piccoli tunnel nello strato superficiale della pelle, dove depone le uova. Il sintomo più comune è un prurito intenso, che peggiora di notte. Le persone possono notare lesioni cutanee come papule, vescicole e croste, spesso sulle mani, polsi, ascelle e zone intime, ma può diffondersi a tutto il corpo. Nel caso dei bambini possono essere colpite anche zone come il cuoio capelluto, il volto, il collo, il palmo delle mani e la pianta dei piedi.
È vero che la scabbia è legata a una scarsa igiene?
Questo è un falso mito. La scabbia può colpire chiunque, indipendentemente dall’igiene personale. Si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto e prolungato con una persona infetta, ma anche tramite vestiti o biancheria contaminati. È più comune in ambienti affollati, come scuole e dormitori.
Come si arriva a una diagnosi di scabbia?
La diagnosi della scabbia si articola in tre fasi principali. Il primo passo consiste nell’osservazione clinica, durante la quale vengono valutati i sintomi e le lesioni cutanee caratteristiche. Successivamente, si procede con un esame al microscopio, prelevando un campione di pelle per identificare la presenza della parassita o delle sue uova. Infine, si possono utilizzare strumenti come il dermatoscopio o il test a inchiostro, utili per visualizzare i tunnel scavati dall’acaro nella pelle. Per un allergologo, è fondamentale escludere altre condizioni che potrebbero presentare sintomi simili, come dermatiti, psoriasi o orticaria, al fine di giungere a una diagnosi corretta.
Quali sono i trattamenti disponibili?
Il trattamento della scabbia è mirato all’eliminazione dei parassiti utilizzando medicinali sotto forma di creme o lozioni. I trattamenti topici di prima linea sono la permetrina in crema al 5% e il benzoato di benzile (10-30%). In genere, il medicinale deve essere applicato su tutto il corpo la sera e lasciato agire per almeno 8 ore. È consigliato ripetere il trattamento 2 volte, a distanza di una settimana l’uno dall’altro. Data la contagiosità solitamente si prescrivere il trattamento a tutte le persone conviventi o che hanno avuto contatti stretti con il paziente, anche se non manifestano i sintomi della scabbia. In caso di deficit al sistema immunitario, di resistenza alle creme e lozioni, potrebbe essere prescritti farmaci per via orale (ivermectina).
Cosa si può fare per prevenire la diffusione della scabbia?
La scabbia è una malattia infettiva e come tale può essere trasmessa, specialmente ai soggetti conviventi o chi ha avuto un contatto stretto con il paziente. Il contagio avviene per contatto fisico diretto o attraverso oggetti personali come le lenzuola o i vestiti. Per prevenire il contagio in casa è importante lavare tutti i capi d’abbigliamento, ma anche la biancheria e gli asciugamani che potrebbero essere contaminati, a temperature alte (almeno 60 °C), Ciò che non può essere lavato in casa deve essere pulito a secco. In alternativa, gli oggetti contaminati che non possono essere lavati possono essere sigillati in un sacchetto di plastica ermeticamente chiuso per un paio di settimane. Impostare un trattamento tempestivo è fondamentale, in modo da evitare che si diffonda all’intero nucleo familiare di chi ne è affetto o fra le persone con cui entra in contatto quotidianamente. Per questo motivo, e data l’elevata contagiosità si consiglia di trattare tutte le persone che potrebbero essere state contagiate dal parassita.
Cosa fare se il prurito persiste dopo il trattamento?
Se i sintomi persistono o peggiorano, è fondamentale consultare uno specialista. A volte, il prurito può essere una reazione infiammatoria residua, ma potrebbe anche indicare che il trattamento non ha eliminato completamente l’infestazione. In questi casi, possiamo proporre una terapia alternativa o eseguire ulteriori esami.
Qual è il messaggio principale per chi sospetta di avere la scabbia?
La scabbia è fastidiosa ma assolutamente trattabile. Non bisogna sentirsi in imbarazzo a chiedere aiuto: una diagnosi precoce e un trattamento mirato risolvono il problema rapidamente. Rivolgersi a un dermatologo o ad un allergologo aiuta a chiarire eventuali dubbi e a intervenire nel modo più efficace possibile.





