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Torregrotta diventa laboratorio europeo del turismo sostenibile

Nel seminario internazionale con l’Università di Valencia, la Valle del Niceto sperimenta modelli di undertourism, reti territoriali e innovazione per rigenerare le aree interne

Filippo Grasso di Filippo Grasso
Dicembre 7, 2025
in Turismo
Tempo di lettura: 3 mins read
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Torregrotta diventa laboratorio europeo del turismo sostenibile

Negli ultimi decenni il turismo ha assunto un ruolo strategico nei processi di sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori, configurandosi come un settore di crescente rilevanza nelle politiche pubbliche. Tuttavia, la crescita non regolata dei flussi turistici ha determinato pressioni significative sugli ecosistemi locali e sulle comunità residenti, rendendo evidente l’urgenza di elaborare modelli di sviluppo sostenibile fondati su una governance inclusiva e partecipata.

In tale quadro, l’undertourism, congiuntamente alla funzione sociale dell’università e alla ricerca scientifica applicata ai territori, emerge come un paradigma innovativo di sviluppo turistico integrato.

Su queste direttrici si è concentrato il seminario internazionale scientifico ospitato dal Comune di Torregrotta, nella Valle del Niceto (provincia di Messina), realizzato in collaborazione con l’Università di Valencia, capofila del progetto “Aromas itineraris salutis”, inserito negli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa.

La scelta di collocare l’iniziativa in un piccolo centro a bassa densità turistica è stata accolta favorevolmente dalla comunità accademica europea e costituisce un esempio concreto dell’approccio undertourism, orientato alla rigenerazione delle aree interne mediante interventi sostenibili ad alto valore socio-economico.

La promozione del turismo nelle aree interne si configura, dunque, come una leva strategica per l’attivazione di una filiera locale virtuosa nei settori dell’ospitalità, della ristorazione, dei servizi culturali e degli itinerari tematici legati ai saperi, alle biodiversità aromatiche e alla valorizzazione del patrimonio immateriale.

L’impianto progettuale del seminario, basato su dibattiti scientifici e focus tematici, ha permesso di diffondere risultati accademici rilevanti e, al contempo, di rafforzare la reputazione culturale delle comunità ospitanti, generando un’esperienza di viaggio immersiva e coerente con il modello del turismo esperienziale sostenibile promosso dalle linee guida europee.

Coerentemente con la loro “terza missione”, le Università sono oggi chiamate a contribuire in modo strutturale alla definizione di politiche turistiche locali innovative, partecipate e orientate alla sostenibilità.

Ciò pone al centro dell’attenzione il tema delle reti territoriali e degli itinerari intercomunali, strumenti essenziali per sostenere processi di sviluppo endogeni e per promuovere forme di turismo responsabile tra piccoli comuni contigui. In tale prospettiva, un modello di governance condivisa rappresenta un dispositivo fondamentale per integrare conoscenze scientifiche, identità locali e innovazione sostenibile all’interno dei territori.

Il seminario ha inoltre valorizzato il ruolo delle farmacie storiche e dei giardini medicinali quali luoghi privilegiati di memoria, conservazione della biodiversità e innovazione.

Questi spazi, infatti, contribuiscono ad affrontare sfide contemporanee quali la transizione ecologica, la tutela della diversità bio-culturale, la promozione della salute e lo sviluppo sostenibile. La loro funzione si colloca all’intersezione tra patrimonio culturale, scienze botaniche e innovazione sociale, configurandoli come laboratori viventi capaci di generare valore per comunità locali ed eco-viaggiatori.

Un elemento imprescindibile della valorizzazione territoriale è rappresentato dalla dimensione educativa, che prevede il coinvolgimento attivo di studenti e giovani ricercatori nella promozione di una cultura della sostenibilità.

L’educazione ambientale, la conoscenza dei giardini medicinali e la valorizzazione del capitale naturale e umano, con particolare riferimento ai contesti insulari, come quello siciliano, contribuiscono alla formazione di cittadini consapevoli e di futuri professionisti del turismo responsabile.

In questa direzione si collocano anche i modelli di turismo bio-culturale, come il WWOOFing (World Wide Opportunities on Organic Farms), che favorisce un’interazione diretta tra eco-viaggiatori e comunità rurali attraverso esperienze immersive in fattorie biologiche e giardini medicinali. A esso si affianca il modello della Fattoria “Laudato Sì”, basato sul principio di ecologia integrale, che propone una relazione armonica e sostenibile tra attività antropiche e ambiente.

L’allineamento agli standard europei in materia di turismo sostenibile consente la costruzione di una governance territoriale inclusiva, accessibile e orientata alla diffusione di buone pratiche. Ciò permette agli attori del sistema turistico, eco-viaggiatori, operatori e comunità locali, di vivere pienamente i luoghi, rafforzando l’identità territoriale e sostenendo processi di sviluppo duraturo.

Un ruolo cruciale è svolto dall’innovazione tecnologica e dalla transizione digitale, soprattutto nell’ambito degli itinerari dedicati ai giardini botanici e medicinali.

Applicazioni digitali, realtà aumentata, pannelli interattivi e sensori ambientali consentono una fruizione informata del patrimonio vegetale e un monitoraggio continuo degli ecosistemi e dei flussi turistici. Laboratori didattici e dispositivi multimediali favoriscono inoltre il coinvolgimento delle scuole e delle comunità, integrando dimensione educativa, memoria storica e tecnologia.

L’unione tra tecnologia, sostenibilità e patrimonio culturale rende tali itinerari replicabili e scalabili, contribuendo alla diffusione di modelli innovativi di gestione del territorio.

In conclusione, un approccio integrato basato su governance partecipata, innovazione tecnologica, ricerca scientifica e valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale e culturale appare indispensabile per trasformare il turismo in un motore di sviluppo territoriale responsabile.

Solo attraverso processi condivisi e fondati sulla conoscenza sarà possibile rafforzare l’identità locale, migliorare la qualità della vita delle comunità e promuovere forme di turismo capaci di rigenerare i territori anziché consumarli.

Tags: aree interneTurismo sostenibileundertourism
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