• Cookie Policy
  • Chi siamo
sabato, Aprile 18, 2026
  • Login
Pickline
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
Pickline
No Result
View All Result

Un padrone e il suo schiavo, l’ultima fuga da Pompei

Giusy Bottari by Giusy Bottari
Novembre 22, 2020
in Cultura
Reading Time: 3 mins read
A A
Il padrone e il suo schiavo, l’ultima fuga da Pompei

Mentre nel mondo si contano i morti causati dalla pandemia di Covid-19, a poca distanza da Pompei, in località Civita Giuliana, riemergono i resti di due uomini, vittime di un’antica tragedia. A vederli così – il sangue che sembra pulsare ancora nelle vene, le dita piegate, la tunica arricciata sul ventre – sembra quasi che il tempo non sia mai passato. I due, un padrone e il suo schiavo, fuggivano disperatamente insieme alla ricerca di un’impossibile salvezza. Le ceneri del vulcano hanno fissato in un fermo immagine i loro corpi nell’istante della fine.

L’area archeologica di Pompei non smette di regalare scoperte ed emozioni come quella dei due uomini riemersi dagli scavi di Civita Giuliana, nella villa suburbana del Sauro Bardato, 700 metri a nord ovest di Pompei, nella stessa zona in cui vennero recuperati nel 2017 i tre cavalli con le loro bardature. Oggi in una delle tante stanze sono state ritrovate le impronte lasciate, sotto al materiale lavico, da un ragazzo tra i 18 e i 23 anni, alto 1.56 metri, e da un uomo tra i 30 e i 40 anni, alto 1.62. Il primo dovrebbe essere uno schiavo: la prima analisi delle impronte del corpo ha rivelato alcuni schiacciamenti alle vertebre, compatibili con lavori molti pesanti. L’uomo più maturo aveva un mantello di lana, fermato sulla spalla sinistra, e una tunica. La ricchezza degli indumenti confermerebbe la sua appartenenza a una buona classe sociale.

LEGGI ANCHE: Da Pompei alla direzione dei musei dello Stato: chi è Massimo Osanna

«Una scoperta davvero eccezionale – sottolinea il direttore Massimo Osanna, da settembre 2020 alla guida anche della direzione generale dei musei pubblici – perché per la prima volta dopo più di 150 anni dal primo impiego della tecnica è stato possibile non solo realizzare calchi perfettamente riusciti delle vittime, ma anche indagare e documentare con nuove tecnologie le cose che avevano con sé nell’attimo in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell’eruzione». Un giallo ancora in parte da dipanare e saranno gli scavi dei prossimi mesi a dirci dove questi due uomini fossero diretti e forse anche a chiarire di più quale fosse il loro ruolo nella residenza dove sono stati ritrovati. Ma intanto arriva il plauso del ministro Franceschini, che definisce la scoperta «stupefacente» e ne sottolinea l’importanza per l’intero patrimonio culturale italiano.

Le tecniche attuali hanno permesso di ottenere dal gesso colato nei vuoti dettagli impensabili fino a qualche anno fa: le trame e le pieghe dei tessuti, la loro qualità. Sono riaffiorate anche le vene delle mani e ricostruiti tutti gli estremi movimenti prima della morte. La tecnica è quella genialmente ideata dall’archeologo Giuseppe Fiorelli intorno al 1863: una colata di gesso nei vuoti prodotti dalla decomposizione dei corpi sotto la cenere. Il gesso di oggi, più raffinato è in grado di registrare anche i minimi dettagli.

I primi scavi nella villa del Sauro Bardato risalgono al 1907-1908 ad opera del marchese Giovanni Imperiali, allora proprietario del terreno. Solo che dopo aver scavato il marchese fece interrare di nuovo quegli ambienti senza lasciare una adeguata documentazione. Le conoscenze accumulate negli ultimi anni sugli ultimi istanti di Pompei possono comunque già dirci quando i due fuggiaschi sono stati travolti dal fiato rovente del Vesuvio. «Con buona approssimazione – spiega Osanna – deve essere avvenuto nelle prima mattinata del secondo giorno dell’eruzione», quindi intorno alle 9 del mattino del 25 ottobre di quel terribile 79 d.C., quando sulla colonia romana si rovesciò la seconda tremenda corrente piroplastica, un vento di morte che non lasciò scampo a nessuno. «Adesso è fondamentale proseguire gli scavi – spiega Osanna – Ci vorrà tempo, ma alla fine anche la tenuta del Sauro Bardato, come pure la Villa di Diomede i cui lavori si concluderanno in primavera, potrà aprire al pubblico con tutte le sue affascinanti storie. E in tempo di pandemia – conclude anche il proseguire di restauri, scavi e studi è una luce accesa sul futuro».

Tags: Massimo OsannaParco Archeologico di PompeiPompei
Share658Tweet412Share115ShareSend
Previous Post

L’album d’addio della voce dei film di 007

Next Post

Fattore alimentazione nell’Adhd: la dieta adatta ai bambini con deficit di attenzione e iperattività

Related Posts

Roberto Visconti Giancarlo Cauteruccio Francesco Capaldo
Cultura

Giancarlo Cauteruccio, il teatro come vita: il ricordo di un amico

Febbraio 24, 2026
Rodolfo Papa e Leone XIV, un ritratto per la storia
Cultura

Rodolfo Papa e Leone XIV, un ritratto per la storia

Gennaio 20, 2026
The death of Venus
Cultura

La Venere che muore e ci guarda: il naufragio della bellezza secondo Jannik Senium

Dicembre 19, 2025
Alla Galleria La Fonderia di Firenze la nuova serie Animae Salvae: colori incisi come ferite sulla tavola, tra memoria, destino e salvezza interiore
Cultura

Giuseppe Barilaro, visioni di luce e abisso: l’arte che graffia l’anima

Ottobre 30, 2025
Next Post
Fattore alimentazione nell’Adhd: la dieta adatta ai bambini con deficit di attenzione e iperattività

Fattore alimentazione nell’Adhd: la dieta adatta ai bambini con deficit di attenzione e iperattività

  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.