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Brexit, c’è un nuovo accordo tra May e Juncker

Si tratta di garanzie «legalmente vincolanti» sul confine irlandese. Adesso la parola passa al parlamento britannico

Alla fine ha vinto lei. Nei lunghi negoziati con l’Ue Theresa May ha ottenuto nuove rassicurazioni sul fatto che Londra non resterà intrappolata all’infinito in una unione doganale con la Ue. Si tratta di piccole modifiche ai documenti che accompagnano l’accordo principale per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, che nelle intenzioni di May e Juncker dovrebbero fornire chiarimenti e rassicurazioni su come verrà implementato il backstop e sul fatto che rimarrà comunque una soluzione temporanea: ma il nuovo compromesso dovrà comunque essere approvato dal parlamento britannico, o non sarà servito a niente.

Il punto centrale della discussione è quindi sempre il backstop, cioè la soluzione temporanea che entrerebbe in vigore dal 2021 se Unione Europea e Regno Unito non avranno trovato un accordo definitivo sulle loro relazioni future e che garantirebbe l’esistenza di un confine non rigido tra Irlanda (paese membro dell’UE) e Irlanda del Nord (regione del Regno Unito). È un punto molto importante dell’accordo, perché tutti vogliono evitare un nuovo confine chiuso tra Irlanda e Irlanda del Nord, ma che non piace a molti perché di fatto prolunga la permanenza del Regno Unito in qualche tipo di unione con l’Unione Europea.

Sarebbero due le novità nell’ennesima speranza per uscire dal labirinto della Brexit: uno «strumento condiviso legalmente vincolante» che permetterebbe a entrambi di lasciare l’unione temporanea prevista dal backstop se l’altra parte non dovesse negoziare in “buona fede” per trovare un accordo che sostituisca il backstop; una «dichiarazione unilaterale» che consentirebbe a Londra di abbandonare unilateralmente l’unione prevista dal backstop facendo ricorso a un arbitrato il cui esito sarebbe vincolante. Tutto ciò, in parole più semplici, da un lato impegna le due parti a far sì che il regime speciale temporaneo sull’Irlanda del Nord voluto dall’Europa (il “backstop” appunto) non possa andare oltre il dicembre 2020, altrimenti un arbitrato indipendente potrà dirimere la questione. Dall’altro, Regno Unito ed Ue promettono di trovare strumenti alternativi perché il «backstop non potrà essere replicato», ha sottolineato May. Si tratta di una novità pensata per convincere i parlamentari britannici conservatori che il backstop non diventerà mai permanente.

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Difficile capire come voteranno il nuovo accordo tra May e Juncker a Westminster. Se l’accordo verrà approvato, inizieranno i lavori per permettere l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea entro fine marzo. In caso contrario, rimarrebbero tre possibilità: un rinvio di Brexit, una rinuncia a Brexit o un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza nessun accordo.

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