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Tasse, legalità, ambiente: ecco la bozza in 26 punti del programma di governo M5s-Pd

Nel giorno del voto su Rousseau, il movimento ha diffuso la bozza venuta fuori dalle trattative fra i due partiti

L’accordo a cui lavorano M5s e Pd in vista della nascita del Conte-bis comincia a prendere forma. Una bozza di programma in 26 punti è stata pubblicata sul Blog delle Stelle per informare gli iscritti alla piattaforma Rousseau che sono alle prese con il voto online. Il programma viene definito una «Bozza di lavoro che riassume le linee programmatiche che il Presidente del Consiglio incaricato sta integrando e definendo». Potrebbe quindi ancora essere modificato.

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Il programma contiene in tutto 26 punti ed è molto più breve e generico del “contratto di governo” stipulato tra Movimento 5 Stelle e Lega nel maggio del 2018. Al suo interno si parla di attuare una politica economica espansiva, ma rispettando l’equilibrio di bilancio, di tagliare le tasse ai lavoratori e di attuare un “Green new deal”, che metta al centro degli investimenti pubblici la sostenibilità ambientale.

Si parla anche di «potenziare l’azione di contrasto delle mafie e combattere l’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene per i grandi evasori e rendendo quanto più possibile trasparenti le transazioni commerciali». E c’è anche un punto su Roma, il ventiseiesimo, l’ultimo: «Il governo dovrà collaborare per rendere Roma una capitale sempre più attraente per i visitatori e sempre più vivibile e sostenibile per i residenti». Non compaiono invece punti controversi come il taglio dei parlamentari e la nuova legge elettorale.

Fra i temi più divisivi fra le due forze politiche, soprattutto in merito alla «discontinuità» richiesta da Nicola Zingaretti rispetto al governo gialloverde, c’è quello dell”immigrazione. Nella bozza di programma non viene prevista l’abolizione dei decreti Sicurezza, come richiesto da alcuni esponenti del Partito Democratico, ma un aggiornamento «seguendo le recenti osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica». In sostanza sembra farsi strada un compromesso, necessario per far partire l’esecutivo, fra le posizioni del Pd e quelle dell’ala del Movimento 5 Stelle che non vuole rinnegare in toto l’esperienza di governo con la Lega.

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