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Caso Ucraina, i Democratici avviano procedura di impeachment contro Trump

Lo ha annunciato la speaker della Camera Nancy Pelosi: il presidente è accusato di aver fatto pressioni su Kiev per avviare un’indagine sul suo rivale politico Joe Biden e sul figlio Hunter

La speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha annunciato l’avvio di un’indagine per un possibile impeachment di Donald Trump. «Le azioni del presidente hanno violato la costituzione. Nessuno è al di sopra della legge», ha detto Pelosi, aggiungendo poi che il presidente Usa «deve essere ritenuto responsabile» per il «suo tradimento alla sicurezza nazionale e all’integrità delle nostre elezioni». Trump in un tweet definisce «spazzatura» e «caccia alle streghe» l’iniziativa dei democratici.

Nel tentativo di disinnescare l’impeachment presidente americano, Donald Trump, aveva annunciato di aver autorizzato la pubblicazione della sua conversazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo le ricostruzioni dei giornali, in questa telefonata avvenuta a luglio, Trump avrebbe fatto pressioni su Zelensky perché avviasse un’indagine sull’ex vicepresidente Joe Biden, tra i favoriti alle primarie con cui sarà scelto lo sfidante di Trump nel 2020, e su suo figlio Hunter, ex membro del cda di una società ucraina del gas, su cui da tempo circolano accuse poco fondate di corruzione. Trump ha detto che la telefonata fu «molto amichevole e totalmente appropriata».

Alla fine potrebbe essere l’Ucraina e non la Russia a porre fine, anticipatamente, alla permanenza di Donald Trump nella Casa Bianca. Mentre il presidente americano è sopravvissuto alle minacce di un impeachment fatte dopo l’inchiesta di Robert Mueller sull’interferenza della Russia nelle elezioni americane del 2016, le ultime rivelazioni che riguardano le presunte pressioni fatte dal presidente americano sul neo eletto presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky hanno portato i democratici ad avviare la procedura di messa in accusa del presidente, nota come impeachment. Le azioni dell’amministrazione Trump «danneggiano la sicurezza nazionale» e «violano la costituzione» ha affermato la speaker della Camera, Nancy Pelosi.

La telefonata risale al 25 luglio scorso, quando il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, era stato eletto. Oltre a congratularsi per la vittoria, Trump ha anche parlato con il presidente ucraino della Burisma, un’azienda di gas nel cui consiglio di amministrazione sedeva Hunter Biden, figlio dell’ex numero due di Obama. Avrebbe chiesto ben otto volte a Zelensky di riaprire l’inchiesta giudiziaria per corruzione che riguardava Hunter Biden. E, in cambio, avrebbe assicurato lo sblocco delle forniture militari per 250 milioni attese dall’Ucraina per fronteggiare l’invasione dei russi nel Donbass. Secondo le ricostruzioni del Washington Post e del New York Times, nella settimana precedente alla richiesta di Trump la sua amministrazione aveva sospeso un consistente pacchetto di aiuti finanziari all’Ucraina, apparentemente per aumentare la sua influenza e ricattare il governo ucraino spingendolo ad accogliere la richiesta su Biden e suo figlio.

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