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Facebook rimuoverà i deepfake, ma non tutti

Il social network ha annunciato che non ci sarà più spazio per i video manipolati. Una stretta che però non si applicherà a satira e parodie

Facebook annuncia l’introduzione di nuove regole che vietano la diffusione sui social network dei deepfake e in generale tutti i contenuti modificati in modo ingannevole per diffondere fake news. Non saranno invece rimossi i video dove la manipolazione è evidente e realizzata con intento satirico. Con questa misura, il social media spera di contrastare la disinformazione in vista delle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

LEGGI ANCHE: Che cos’è il deepfake, l’ultima frontiera delle fake news

In primo luogo saranno rimossi quei video modificati tramite intelligenza artificile o machine learning in cui vengono sovrapposti o aggiunti elementi, in modo tale però da farli sembrare veritieri. Si tratta ad esempio dei deepfake di stampo pornografico, in cui vengono letteralmente incollati i volti di persone famose e che rappresentano oltre il 95% dell’intero insieme di video manipolati. Ma parallelamente Facebook non accetterà più neanche quei video che una volta modificati possano portare l’utente a pensare che la persona ripresa abbia detto parole che in realtà non ha mai pronunciato.

Facebook ha confermato che questa policy non si applica però ai video satirici o alle parodie. E non vengono nemmeno interessati quei contenuti in cui vengono omesse delle parole o ne viene cambiato l’ordine. Questo apre però più di un dubbio su alcuni famosi casi di deepfake diffusi negli ultimi mesi. Il più celebre è quello che ritrae la leader democratica del Congresso Nancy Pelosi mentre fatica a parlare e biascica, dando l’impressione di essere ubriaca. Un video chiaramente manipolato ma che ha avuto milioni di visualizzazioni anche perché rilanciato da persone molto vicine al presidente Trump. Nonostante le evidenti modifiche, questo video sembrerebbe non rientrare in nessuno dei due casi illustrati da Facebook che lo porterebbero a essere rimosso dalla piattaforma, come ha notato anche il Washington Post.

Si tratta di una questione irrisolta da tempo: nel corso degli anni, i politici Democratici hanno aspramente criticato Facebook per l’assenza di un fact-checking rigoroso sulle inserzioni di natura politica, mentre i Repubblicani hanno accusato la piattaforma di discriminare le posizioni dei conservatori. In vista delle elezioni presidenziali di novembre 2020, entrambi i partiti stanno facendo pressione sul social per indurlo a contrastare il fenomeno dei deepfake, potenzialmente in grado di danneggiare entrambe le parti. Oltre a Facebook, anche Twitter sta cercando di contrastare il fenomeno dei video manipolati tramite l’Intelligenza Artificiale. In base a una prima bozza della sua strategia la piattaforma potrebbe in futuro segnalare i contenuti di questo tipo condivisi dagli utenti, senza però rimuoverli (se non in casi eccezionali).

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