Salute

Ginecomastia, quando l’intervento chirurgico non è solo per un problema estetico

Il trattamento è diverso a seconda dei casi e della gravità: forme a prevalenza adiposa possono essere trattate solo con la liposuzione, mentre quelle con incremento stabile della componente ghiandolare possono richiedere una vera e propria mastectomia

Nell’Italia quinta al mondo per trattamenti estetici (dopo Usa, Brasile, Giappone, Messico), cresce il numero di ritocchi maschili. Secondo gli ultimi dati della Società internazionale di chirurgia plastica estetica (Isaps), l’unica che monitora globalmente questo settore, nel 15% dei casi, i pazienti che si presentano alla porta del chirurgo estetico sono maschi. E tra gli interventi maggiormente richiesti ci sono quelli per la riduzione del tessuto ghiandolare e adiposo nelle mammelle, esclusivamente maschile, che nell’ultimo anno sono aumentati del 3%. Ma non sempre l’intervento chirurgico per la ginecomastia è dettato dal solo problema estetico.

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Con il termine ginecomastia si intende un aumento di volume delle ghiandole mammarie nel sesso maschile, provocato da cause di varia natura e che si può verificare in qualsiasi periodo della vita. Se l’uomo con un po’ di pancetta riesce tutto sommato ad accettarsi, non si può dire la stessa cosa per l’aumento del volume nell’area mammaria che invece crea non poco disagio soprattutto a torso nudo. L’intervento chirurgico si propone di eliminare l’eccesso di tessuto adiposo e/o ghiandolare quando l’inestetismo è tale da simulare la forma di una mammella femminile con conseguenti disagi psicologici.

Esistono tre tipologie di ginecomastia: puberale, congenita e acquisita (o indotta). La forma puberale riguarda la stragrande maggioranza dei soggetti maschi tra i 12 e i 17 anni di età, periodo in cui attraversano una fase di notevole sviluppo mammario che regredisce spontaneamente nel 90% circa dei casi. Qualora il problema non si risolva, si potrà allora prendere in considerazione l’intervento chirurgico.

Nella ginecomastia congenita, per la quale esiste anche una familiarità, possono concorrere alla sua determinazione diversi fattori scatenanti tra i quali uno squilibrio degli ormoni o una particolare sensibilità dei recettori del tessuto mammario alle stimolazioni ormonali. Infine, la forma acquisita è provocata dall’assunzione di farmaci a base di ormoni estrogeni o androgeni, sostanze dopanti (come gli steroidi anabolizzanti), altri tipi di medicinali (calcio-antagonisti, clonidina, H2-antagonisti, antitumorali, antimicotici, finasteride, dutasteride, isoniazide…) o, ancora, da abuso di stupefacenti (marijuana e oppiacei) o alcolici.

Nei casi in cui il problema non regredisce o è causa di forti disagi psicologici e sociali, si può intervenire chirurgicamente. L’approccio chirurgico varia a seconda del tipo di ginecomastia: “ginecomastia vera”, cioè l’incremento stabile della componente ghiandolare, più frequente nei giovani, e “ginecomastia falsa” (o pseudo-ginecomastia), costituita sostanzialmente da un aumento del pannicolo adiposo e tipica degli uomini maturi o anziani.

L’unico metodo per risolvere la ginecomastia vera è l’intervento chirurgico di riduzione delle dimensioni della mammella con una mastectomia sottocutanea associata o meno ad una liposuzione. Talvolta la liposuzione è sufficiente, altre volte è necessario ridurre anche la pelle in eccesso, lasciando, nella maggior parte dei casi, solo una cicatrice peri-areolare o in casi più severi cicatrici più ampie. L’entità della cicatrice e la tecnica scelta dipendono dalla grandezza della ghiandola da ridurre.

Se a prevalere è solo la componente adiposa, si tratterà di una pseudo-ginecomastia che si risolve con la sola liposuzione. La durata dell’intervento è variabile in funzione della tecnica utilizzata. Dopo l’intervento, il paziente indossa una guaina elastica per circa un mese e dovrà astenersi da attività sportive o sforzi gravosi. I punti di sutura vengono rimossi dopo 10-12 giorni circa. Il risultato è sorprendente con eliminazione dell’eccesso adiposo, ghiandolare e/o cutaneo e rimodellamento della regione mammaria.

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Antonella Gallodoro

Medico Chirurgo specializzata in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Dottorato di Ricerca in traumatologia presso l’Università di Catania. Ha svolto l’attività professionale come Pratician Attachè presso la Divisione di Chirurgie Plastique et Maxillo-faciale del CHU di Grenoble (Fr) , presso il Service de Chirurgie Plastique del Centre Lèon Bèrard di Lyon (Fr) e presso la Divisione di Chirurgia Oncologica dell’Humanitas- Centro Catanese di Oncologia di Catania. Dal 2006 svolge l’attività libero professionale tra Taormina, Acireale e Catania.
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