Salute

Otoplastica, come e quando ricorrere alla chirurgia estetica delle orecchie

Le orecchie prominenti cosiddette “a sventola” possono essere fonte di insicurezze, soprattutto nei bambini. L’età minima in cui si può intervenire è 6 anni

Le imperfezioni, le asimmetrie e le malformazioni cosiddette minori dell’orecchio esterno sono in genere ereditari. Si tratta di difetti esclusivamente estetici che non compromettono la funzione uditiva. Chi ne soffre generalmente tende a coprire le orecchie portando i capelli lunghi evitando di raccoglierli in code o di dargli un taglio che lascerebbe poco spazio all’immaginazione. E ne sanno qualcosa non solo le persone comuni, ma anche star di Hollywood e modelle. Qualcuno ne fa il suo punto di forza per essere ricordato, ma per qualcun altro, soprattutto per i bambini, può essere fonte di disagio a tal punto da voler ricorrere al chirurgo plastico.

Le orecchie prominenti (cosiddette orecchie “a ventola”, “a sventola” o “ad ansa”) costituiscono motivo di scherno, di commenti non piacevoli che imbarazzano i bambini affetti da questa malformazione. Rappresentano un difetto congenito che colpisce circa l’ 1% della popolazione mondiale e, quindi, pari a circa 100 milioni di persone in tutto il mondo. Ecco perché si consiglia ai genitori la correzione, il più precocemente possibile. L’età minima in cui si può intervenire è 6 anni.

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L’ otoplastica, nota anche come chirurgia estetica delle orecchie, consente di riposizionare e rimodellare le orecchie “a sventola” e di correggere sia i difetti congeniti che quelli post-traumatici (orecchie troppo piccole o troppo grandi, lobo troppo largo o troppo lungo, mancanza o perdita parziale o completa dell’orecchio, più propriamente detta otopoiesi), che esiti post-oncologici conseguenti ad interventi demolitivi su tumori del padiglione auricolare.

Può essere effettuata a partire dai 6 anni, dato che l’orecchio ha già raggiunto, in questa tenera età, uno sviluppo praticamente completo. Più frequentemente l’otoplastica, viene eseguita in età scolare e nell’adolescenza (6-14 anni), cioè nell’età in cui certi difetti estetici diventano fonte di imbarazzo nel rapporto con i coetanei e possono dare origine a profonde insicurezze. Poiché le deformità del padiglione auricolare, non sempre facili da camuffare dietro lunghi capelli, possiedono un notevole impatto sull’estetica del viso del soggetto, con ricadute importanti sul grado di autostima ed il livello di socialità di individui in età lavorativa, l’otoplastica è spesso richiesta anche dagli adulti e consente di ottenere lo stesso ottimo risultato estetico.

Otoplastica, come e quando ricorrere alla chirurgia estetica delle orecchie

L’intervento prevede l’asportazione di una losanga di cute dalla regione retroauricolare e il rimodellamento della cartilagine del padiglione auricolare mediante dei punti di sutura non riassorbibili ma a seconda dei casi, può essere necessario asportare parte della cartilagine della conca quando questa è troppo grande o ridurre l’ampiezza dell’angolo auricolo-cefalico quando questo è maggiore di 30°.

Si tratta di un intervento ambulatoriale eseguito in anestesia locale. I pazienti tornano a casa dopo qualche ora con una medicazione e una fascia elastica che deve essere indossata per 15-20 giorni. Gli esiti cicatriziali sono in genere minimi e ben nascosti dietro l’orecchio. Il risultato è visibile da subito ma bisogna attendere 6-12 mesi perché rimanga stabile nel tempo.

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Antonella Gallodoro

Medico Chirurgo specializzata in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Dottorato di Ricerca in traumatologia presso l’Università di Catania. Ha svolto l’attività professionale come Pratician Attachè presso la Divisione di Chirurgie Plastique et Maxillo-faciale del CHU di Grenoble (Fr) , presso il Service de Chirurgie Plastique del Centre Lèon Bèrard di Lyon (Fr) e presso la Divisione di Chirurgia Oncologica dell’Humanitas- Centro Catanese di Oncologia di Catania. Dal 2006 svolge l’attività libero professionale tra Taormina, Acireale e Catania.
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