Quando David Bowie disse che Lorde è il futuro della musica, non si sbagliava. La sedicenne lunatica venuta dalla Nuova Zelanda nel 2013, la ragazzina triste che cantava ballate melodrammatiche e preferiva l’elettronica, la debuttante che meravigliò il mondo con l’album di debutto Pure Heroine, divenendo rapidamente una delle superstar più acclamate e ispirando una generazione di musiciste da Billie Eilish a Olivia Rodrigo, la cantante, cantautrice e produttrice nata Ella Yelich-O’Connor ora ha 24 anni e imbraccia la chitarra acustica per far entrare il flower-power ed il sole nelle canzoni di Solar Power, disco costruito sulla nostalgia per il pop dei primi anni 2000.

L’acustica strimpellata non è l’unica sorpresa. Lorde si muove più leggera, più libera e più giocosa nelle dodici tracce di un album che vuole essere «una celebrazione del mondo naturale» e che, per questo fine, non sarà un disco fisico. «Non volevo fare qualcosa che sarebbe finito in una discarica in due anni. E soprattutto volevo fare qualcosa che simboleggiasse il mio impegno nel mettere in questione i nostri sistemi e agire con intenzione e sensibilità», ha scritto la cantautrice neozelandese con cittadinanza croata in una e-mail ai fan. Solar Power esce sotto forma di “Music Box”, una scatola fatta con materiale biodegradabile al 100% che presenterà un download ad alta risoluzione. La “Music” Box presenterà tracce extra, accesso a contenuti esclusivi, un poster pieghevole, un libretto e un set di quattro carte. «Ho deciso che volevo creare un’alternativa ecologica e lungimirante al CD sin dall’inizio del processo di realizzazione dell’album», spiega Lorde sul suo sito. «Volevo che la “Music Box” fosse simile per dimensioni, forma e prezzo a un CD, che vivesse al suo fianco in un ambiente di vendita al dettaglio, ma che fosse qualcosa che si distinguesse e che fosse fedele alla natura in evoluzione di un album moderno».
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L’album rappresenta una fuga dall’incubo della fama. Nella title track, Lorde lancia il cellulare in mare, mentre in Oceanic Feeling respinge il “rossetto nero ciliegia” che faceva parte della vecchia immagine di Lorde che «raccoglieva polvere in un cassetto». Archivia l’edonismo nel quale si tuffava nel predecessore di Solar Power, Melodrama del 2017: «Arrivederci a tutte le bottiglie, a tutte le modelle… è tutto solo un sogno, voglio svegliarmi», canta. Nel video del secondo singolo Mood Ring appare come una diva bionda ed eterea che si appropria di pratiche di spiritualità di altre culture. «Il disco è venuto fuori guardando il mondo in cerca di risposte in tempi di mal di cuore, dolore, amore profondo o confusione. Ho imparato a respirare all’aria aperta e a sintonizzarmi», racconta.

E aggiunge: «Durante la registrazione del disco ho tratto ispirazione dalla cultura musicale degli anni Sessanta e da quella del Flower Child. Volevo comprendere meglio la vita in una comune, l’allontanamento dalla società e il ripartire da zero. Ho pensato a questo durante la scrittura di questo mio nuovo disco. Un parallelo tra la cultura di allora e quella di oggi riguarda la nostra idea di benessere e quella di spiritualità, pseudo-spiritualità e pseudo-benessere. Per esempio, mangiare secondo una dieta vegana macrobiotica oppure bruciare la salvia, conservare i cristalli, leggere i tarocchi e il proprio oroscopo… tutte cose in cui ci si cimentava allora e in cui io e le mie compagne ci dilettiamo oggi. Quando ho scritto Mood Ring sapevo di aver composto una canzone pop. Quindi questa canzone rappresenta il mio sguardo satirico verso tutto ciò».
In sintonia con la crociata ambientalista e con il bagno di umiltà, Lorde per il suo tour mondiale ha scelto location dalla capienza contenuta. «Preferirei di gran lunga avere una stanza con 5.000 persone che conoscono ogni parola di ogni canzone e sono miei fan, piuttosto che avere 18.000 spettatori che hanno ascoltato due canzoni alla radio e le hanno apprezzate». In Italia si esibirà il prossimo anno il 16 giugno a Roma all’Auditorium Parco della Musica e il 17 giugno al Castello di Villafranca di Verona.





