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Addio Charlie Watts, il “collante” dei Rolling Stones

Il leggendario batterista si è spento a 80 anni dopo una operazione chirurgica. Era il motore della band e faceva da cuscinetto tra le due straripanti star Mick Jagger e Keith Richards. Amava il jazz. È Scomparso alla vigilia della ripresa del tour della band: «Per una volta, il mio tempismo è stato leggermente sbagliato», il commento ironico prima di morire

Giuseppe Attardi di Giuseppe Attardi
Agosto 25, 2021
in Cultura
Tempo di lettura: 3 mins read
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Addio Charlie Watts, il “collante” dei Rolling Stones

Ci ha lasciati con il tipico sorriso con cui si presentava sempre sul palco. Ironico, spassoso talvolta, in contrasto con il suo personaggio schivo, Charlie Watts, leggendario batterista dei Rolling Stones, non ce l’ha fatta a superare l’ultima operazione alla quale si era sottoposto. Aveva sconfitto un tumore alla gola, lo ha tradito il cuore. «Per una volta, il mio tempismo è stato leggermente sbagliato» aveva detto con una punta di ironia dopo l’intervento che gli aveva impedito di prendere parte alle prove della band che inizieranno tra un paio di settimane. Nato a Londra il 2 giugno 1941, aveva da poco compiuto 80 anni.

LEGGI ANCHE: Il lockdown ispira le star. Dopo Bob Dylan riecco gli Stones

Con la scomparsa di Watts, rischia anche di spezzarsi l’incantesimo Rolling Stones, nell’immaginario collettivo la rock’n’roll band per antonomasia, considerata, accanto ai Beatles, quella più rappresentativa della scena mondiale della seconda metà del Novecento, la più longeva, la più creativa, espressione di un suono ribelle e trasgressivo. Di questa avventura Charlie Watts è stata una colonna portante, accanto a Mick Jagger e Keith Richards, i due bandleader. Divi straripanti, dalle personalità impetuose e travolgenti, i primi. Star apparentemente più distaccata e impassibile il batterista. Calmo e riflessivo, Watts è stato il collante dei Rolling Stones, tanto sul palco quanto fuori, bravo a mantenere l’equilibrio tra le due primedonne Jagger e Richards.

Watts fu l’ultimo tra i componenti originari dei Rolling Stones a unirsi alla band, a cui è rimasto sempre fedele per quasi sessant’anni. Lui amava il jazz, Charlie Parker, Miles Davis e John Coltrane, tant’è che le sue uscite da solista sono state sempre nel segno dello swing. Si fece le ossa nel fervidissimo ambiente blues sotto l’ala protettiva di Alexis Korner, in quella autentica fucina di talenti che fu la Blues Incorporated, dove fu scoperto e ingaggiato da Jagger e Richards. Era il 1962, nascevano i Rolling Stones. Da quel momento non lasciò più la band.

Rispetto al suo rivale Ringo Starr non c’erano paragoni. Charlie Watts era un percussionista virtuoso, un poeta del ritmo. Per ammissione dei suoi stessi compagni di avventura, le migliori alchimie della band sono passate proprio attraverso il particolarissimo groove di Watts. Per Keith Richards, Watts era «il miglior batterista con cui abbia mai suonato». Watts ed il bassista Bill Wyman formavano la sezione ritmica funky più essenziale della storia del rock. Watts dava sempre l’impressione di essere del tutto indifferente a quanto avveniva sul palco, faceva il suo dovere, benissimo, teneva il tempo e lo faceva alla sua maniera, senza mai picchiare, mantenendo un suo lievissimo ritardo, alla maniera jazz, determinando l’inconfondibile lieve slittamento sul tempo che ha fissato tanti pezzi del repertorio Stones. Una batteria che irrompeva quando era il momento in Let’s spend the night together, «era il sostegno indispensabile alla voce di Mick quando doveva cantare l’insoddisfazione di Satisfaction, era la rullata sfacciata e senza appello di Get off of my cloud, era il segnale di guerra di Street Fighting Man, la cupezza dei tamburi che fissavano di nero la porta di Paint it, black, senza il suo drumming implacabile non sarebbero nate Brown sugar e Honky tonk woman, né Miss you e Start me up.

Watts è stato una “eccezione” anche nella vita privata, rispetto ai suoi amici. Era sposato dal 1964 con la pittrice e scultrice Shirley Ann Sheperd, che conosceva già prima di entrare nella band: un esempio di fedeltà raro nel mondo del rock. La coppia ha avuto anche una figlia, Seraphina Watts, nata nel 1968. L’unico periodo della sua vita in cui conobbe i “vizi” delle rockstar fu negli anni Ottanta, segnati da una brutta avventura con l’eroina, ma anche in questo frangente conservò un’immagine riservata.

È morto il “migliore degli Stones”, come lo definiva Keith Richards. Sarà difficile trovare un altro motore alla stessa altezza. Il tempo, il tempo, forse, non è più dalla loro parte.

Tags: BatteristaCharlie WattsRolling Stones
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