Via libera alla terza dose di vaccino per gli over 80 e per i residenti delle Rsa, ma non per gli operatori sanitari. «Non è urgente», ma probabilmente ci sarà una riunione ad hoc in tempi strettissimi. Ecco come il Comitato tecnico scientifico ha risposto alla richiesta di un parere da parte della struttura commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo.
Il 20 settembre è già partita la campagna di somministrazione della terza dose ai soggetti immunocompromessi (circa 3 milioni di persone). Si tratta in particolare di persone che hanno subito trapianti, pazienti oncologici o con diagnosi di malattie autoimmuni. Il ministro Speranza aveva già anticipato diverse volte che, dopo aver concluso questa prima fase, il governo è intenzionato a proseguire con gli altri soggetti fragili, tra cui appunto gli ospiti delle Rsa, gli over 80 e il personale sanitario impegnato nei servizi più a rischio. A ottobre è attesa anche la decisione dell’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) per la terza dose per tutti.
Per over 80 e ospiti delle residenze sanitarie assistite non ci sono stati dubbi nel prevedere una terza dose mentre si è preferito rinviare la valutazione sugli operatori sanitari. Gli over 80 soono persone fragili di natura, non tanto per l’età, quanto perché in questa fase della vita è molto probabile la sovrapposizione di patologie croniche che, in caso di contagio, esporrebbero questi pazienti al rischio di sviluppare una malattia da Covid grave e con esiti definitivi. Nelle residenze sanitarie assistite vendono ricoverati anziani di età anche inferiore agli 80, ma comunque fragili anche se settantenni, altrimenti non sarebbero stati destinati a questo tipo di assistenza. Oltretutto il fatto di ritrovarsi in una comunità li espone ancora di più al pericolo.
Il Cts ha deciso di sospendere il parere, nonostante Aifa si fosse già espressa a favore della terza dose agli operatori maggiormente esposti per tipo di servizio, ad esempio reparti di malattie infettive, o fragilità personale dovuta a malattie come diabete o altro. Si è scelto di approfondire la questione per definire meglio quali sono gli operatori cui offrire la terza dose o se invece non sia il caso di allargare il richiamo a tutti. Anche le agenzie internazionali non hanno preso una direzione netta sull’opportunità di richiamare i sanitari.





