Cautela. È dietro questa parola che si trincera l’Italia che non vuole dire addio alle restrizioni. Mentre in molti Paesi europei l’obbligo di mascherina è decaduto da tempo, in Italia è ancora in corso la discussione per mantenerlo almeno sui mezzi di trasporto. Secondo la road map tracciata dal governo italiano l’obbligo di mascherina al chiuso scade a fine aprile. La decisione sarà presa dopo Pasqua in base all’evoluzione epidemiologica. Ma le parole del ministro Speranza sono nette. «Oggi le mascherine sono un presidio fondamentale, in questo momento raccomando di usarle quando ci sono rischi perché la circolazione virale è ancora molto alta».
Probabile dunque che si vada verso una riconferma delle mascherine a cinema e sui mezzi di trasporto, dove si potrebbe passare però dalle Ffp2 alle più economiche chirurgiche. L’obbligo di mascherine al chiuso dovrebbe essere confermato fino a giugno anche negli uffici e in generale nei luoghi di lavoro. Mentre si potrebbe decidere di farne a meno per i clienti di negozi e supermercati.
Adesso verranno ascoltati gli esperti, ma convincere la Lega a votare un provvedimento che proroghi l’obbligo della mascherina al chiuso sarà praticamente impossibile, considerando che Salvini e i suoi chiedevano la fine di tutte le restrizioni già il 31 marzo. È possibile, invece, che si proceda per gradi mantenendo la mascherina solo in alcuni luoghi, magari quelli in cui si passa più tempo al chiuso. In ogni caso l’addio alle mascherine il primo maggio sembra sempre meno probabile.
L’Italia dovrà quindi aspettare ancora per freedom day: il via a tutte le restrizioni che rimangono, compresi Green pass e mascherine. Riguardo al Green pass «i criteri non cambiano: di fatto c’è sempre, solo che dal primo di maggio non verrà più richiesto per nessun tipo di attività, e noi confidiamo e auspichiamo che non ce ne sia più bisogno», ha spiegato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Insomma, la certificazione verde «non è che sparisce – precisa Costa -, semplicemente non viene più richiesta e non viene più utilizzata, così come peraltro accaduto con la struttura commissariale: non c’è più il commissario straordinario ma c’è sempre una struttura pronta per l’evenienza».





