Loro si ostinano a chiamarli “ABBAtar”, e sarebbero gli avatar di Anni-Frid Lyngstad, Björn Ulvaeus, Benny Andersson e Agnetha Fältskog, ovvero i leggendari Abba, oggi ultra settantenni, ma che – miracolo della tecnologia – riappaiono giovanissimi sul palco quasi 40 anni dopo la loro ultima esibizione come se il tempo non fosse cambiato da quegli anni Settanta nei quali sono stati dominatori delle hit parade.
Avatar od ologrammi che siano, le cronache della stampa britannica dopo il primo show del tour Abba’s Voyage raccontano un effetto realistico davvero sbalorditivo. «Guardando le quattro figure sul palco, è quasi impossibile dire che non stai guardando esseri umani», scrive il quotidiano The Guardian. «Si guardano tristemente negli occhi durante The Winner Takes It All, pronunciano discorsi sdolcinati tra le canzoni: «Non ero sposato in quel momento», dice la figura che rappresenta Björn Ulvaeus, spiegando la genesi di Does Your Mother Know (that you’re out?). Ci sono anche pause nella performance, proprio come in un concerto reale, di solito quando l’azione si sposta dagli avatar a filmati più semplici».

Per creare la versione digitale della band svedese, i quattro componenti si sono sottoposti quotidianamente per oltre un mese a ore e ore di esibizioni, inquadrati da ben 200 telecamere e accompagnati da un team di 40 persone. Questo ha così consentito ai dispositivi di catturare le loro movenze e trasferirle agli speciali avatar chiamati, appunto, ABBAtar, alter ego dalle fattezze giovanili. I costumi disegnati da Dolce & Gabbana rielaborano il guardaroba degli anni Settanta della band in modo raffinato. Dietro al dispiego di questi potenti mezzi c’è l’Industrial Light & Magic di George Lucas, che per la prima volta lascia il cinema per prestare servizio nella musica. La prima del concerto, della durata di 90 minuti, è andata sold-out da mesi, nonostante il costo esorbitante dei biglietti, venduti fino a 1.200 euro l’uno, ed è stata un trionfo, sempre secondo la stampa inglese. «Il pubblico accetta di far parte di questo mondo immaginario e vede gli Abbatar come creature viventi», ha detto il chitarrista del gruppo, Björn Ulvaeus.
Nonostante il grande successo dell’ultimo album e del concerto, gli Abba hanno però fatto sapere di non avere intenzione di fare altra musica insieme. «Quando fai una cosa del genere, non sai come verrà accolta dalla gente», ha spiegato Ulvaeus al Sun. «Abbiamo pubblicato quell’album con grande orgoglio. Non credo che ci sarà altra musica degli Abba, questo è stato sicuramente il nostro ultimo album».

Non solo. Ulvaeus ha già lanciato un avvertimento a chiunque abbia intenzione di seguire il percorso di Abba per resuscitare una stella defunta: «È meglio farlo con qualcuno che è vivo perché … le misure nel cranio sono le stesse». Un avvertimento che rimarrà inascoltato: accesso o meno alle misurazioni craniche, Voyage è il tipo di trionfo destinato non solo a svilupparsi, ma a essere ripetutamente copiato. Esistono forti sospetti che i membri sopravvissuti dei Queen siano in procinto di avanzare una proposta all’Industrial Light & Magic per far “resuscitare” la formazione originale con tanto di Freddie Mercury alla voce.





