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«Arriva il cane da Covid»: l’ennesima trovata della pandemia

Una notizia che, inizialmente, era stata bollata come fake news. Ma l’idea di far fiutare il Covid agli animali domestici è nata da uno studio condotto dall’Università Statale di Milano

Redazione di Redazione
Aprile 11, 2023
in Italia
Tempo di lettura: 2 mins read
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«Arriva il cane da Covid»: l’ennesima follia della pandemia

Temi di avere l’infezione Covid? Stai per fare il tampone pensando di essere stato contagiato? Prima di ogni risultato di laboratorio sarà il tuo cane a scoprirlo. Che i cani domestici possano essere addestrati a rilevare la presenza del virus Sars-Cov-2 in modo affidabile, sia su campioni biologici e in un ambiente controllato, come il laboratorio, che sul campo, annusando direttamente le persone, lo conferma uno studio italiano firmato dall’Università statale di Milano. Secondo lo studio tutti i cani domestici sono in grado di riconoscere il virus dall’odore della persona lasciato dai composti organici volatili. Ma c’è di più: i nostri scienziati hanno realizzato il cane da Covid.

Una notizia che, inizialmente, era stata bollata come fake news. Troppo assurdo, d’altronde, credere che dopo i tanti errori e bizzarrie della pandemia (come i banchi a rotelle) si continuasse a perseverare, anche ora che il virus ha smesso di fare paura. E invece la storia dei “cani da Covid” è, purtroppo, tutt’altro che una semplice invenzione. Il tema è stato realmente discusso in un servizio trasmesso da RaiNews e riportato sul sito del Tgr Piemonte.

Secondo il testo, l’idea di far fiutare il Covid ai cani domestici è nata dallo studio condotto anni fa dal dipartimento di veterinaria dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia. Gli animali erano stati addestrati a percepire la presenza del tumore al polmone nelle persone partendo da campioni di urine. Poi, l’idea di destinarli a nuove mansioni.

Secondo Mariangela Albertini, docente di fisiologia ed etologia degli animali domestici dell’ateneo, «nell’uomo qualsiasi malattia genera composti organici volatili, detti VOX, caratteristici di ogni patologia, tra cui il Covid». Di conseguenza i cani sarebbero in grado di riconoscere questi composti, scoprendo con la stessa approssimazione dei tamponi antigenici la presenza del virus nell’organismo del paziente.

Sempre stando all’articolo, lo studio sarebbe stato effettuato sfruttando campioni di sudore mentre l’addestramento dei cani sarebbe iniziato in laboratorio e proseguito all’esterno, su volontari in attesa di farsi tamponare in alcune farmacie di Milano. Un test anomalo che potrebbe essere utile, se supportato da risultati, nello screening di malattie potenzialmente letali. Ma il fatto che vi si ricorra per dare la caccia al Covid conferma quanto, ancora oggi, la malattia venga vista come pericolosa. Con il rischio di altre isterie qualora dovessero comparire altre varianti.

Tags: Cani da CovidCovid-19
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PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
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Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

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