Qualcosa sul fronte vaccini inizia a muoversi. Arrivano i primi riconoscimenti degli effetti avversi del farmaco anti-Covid, con conseguente indennizzo da parte dello Stato. Dopo il caso ufficializzato dalla Commissione medica ospedaliera di Padova, che ha accertato il nesso di causalità con il vaccino, comportando un indennizzo a vita di 913 euro per una signora friulana, ora è la Commissione medica ospedaliera di La Spezia che ha riconosciuto il nesso causale e, dunque, decretato l’indennizzo per una paziente danneggiata dal vaccino.
«Non possono più negare che vi sono effetti collaterali, non possono più nascondere tutto», ha dichiarato Rossella Burzi, referente del Comitato Medico/Scientifico dell’associazione Edward Jenner, l’ente che porta avanti le battaglie dei danneggiati dal vaccino anti-Covid. In particolare, il riconoscimento riguarda una donna che presenta una invalidità riconosciuta del 20%, per una pericardite post vaccino anti-Covid. Aveva, inoltre, sofferto, ancora dopo la vaccinazione, di infarto miocardico acuto che poi è degenerato in una policitemia, ovvero una malattia mieloproliferativa sovente dalle conseguenze esiziali.
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In realtà, l’indennizzo appare al momento solo parziale, e questo perché riconosce la sola pericardite. «Non perché là malattia non ci fosse, ma perché secondo loro la bibliografia da noi presentata non era abbastanza. È chiaro che la bibliografia in questione è pochissima: gli studi si stanno ancora effettuando, ma molti di questi sono finanziati dalle case farmaceutiche», spiega Rossella Burzi.
Piccoli successi, ma molto c’è ancora da fare anche perché i dati raccolti dall’associazione in questi anni sono impietosi: «Dal 2021, subito dopo i primi vaccini, abbiamo avuto segnalazioni di Polineuropatie Periferiche, persone incapaci di camminare, persone che hanno avuto ripercussioni sulla sfera sessuale. Abbiamo riscontrato che chi ha preso più dosi ha subito danni al sistema nervoso centrale. Sclerosi multipla, infarti, malattie rarissime del sangue, pericarditi, tumori esplosi improvvisamente. Per non parlare di chi ha perso la vita – spiega Burzi – Quello che vogliamo ottenere con i nostri sforzi è solo giustizia per queste persone cui è stata distrutta la vita».





