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Dal 2010 tagli alla Sanità per 37 miliardi

Una tendenza che sembra non volersi arrestare. Passata la paura del Covid, con il governo Meloni è già cominciata l’ennesima “razionalizzazione” che nel 2025 porterà a soli 75 miliardi le risorse disponibili al netto dell’inflazione

Redazione di Redazione
Agosto 14, 2023
in Italia
Tempo di lettura: 2 mins read
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Dal 2010 tagli alla Sanità per 37 miliardi

Nell’ultimo decennio sono stati tagliati 37 miliardi e 25mila operatori. Sempre in contrasto, con idee e ideologie diverse, lontani anni luce su qualsiasi punto programmatico, destra e sinistra, però, hanno in comune la passione per i tagli alla sanità. In soli 10 anni, dal 2010 al 2020, anno della pandemia da Covid-19, sono stati sottratti ai nostri ospedali 37 miliardi di euro, in nome di un presunto risparmio e “razionalizzazione” (così è stata definita) delle risorse.

Una tendenza che sembra non volersi arrestare, nonostante i due anni appena trascorsi in emergenza sanitaria con reparti al collasso e personale medico carente. Come riporta La Stampa con la pandemia momentaneamente i finanziamenti sono risaliti. Ma, passata la paura del Covid, con il governo Meloni è già cominciata la discesa, che nel 2025 porterà a soli 75 miliardi le risorse disponibili al netto dell’inflazione. Nel 2006 erano 90.

Tutti i governi nell’ultimo decennio hanno ridotto gli investimenti: 4.800 medici in meno, 9.000 infermieri in meno, 8.000 medici di famiglia e guardie mediche in meno. E ancora, come riepilogato sempre da La Stampa: meno 30.492 anche i posti letto, con 111 ospedali e 113 pronto soccorso ad aver chiuso i battenti, mentre al contrario il privato convenzionato, quello che spesso lascia al pubblico i malati più complessi e meno redditizi, ha raddoppiato, passando da 445 a 993 strutture che lavorano pagate dalle Regioni.

Ogni partito al potere negli ultimi anni si è detto pronto a battersi per invertire questo pericoloso trend. Nei fatti, però, è sempre successo il contrario: tagli su tagli. I peggiori sono stati quelli tra il 2010 e il 2020, quando i vari Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e Conte hanno contribuito a sforbiciate da record. Il risultato? Le liste d’attesa arrivano a 12 mesi per una tac o una mammografia, l’80% delle apparecchiature è obsoleto, gli over 65 assistiti a domicilio sono meno del 3%.

Per riallinearsi alla spesa degli altri Paesi Ue, servirebbero almeno 50 miliardi di euro. Secondo Federico Spandonaro, economista sanitario dell’Università San Raffaele di Roma e presidente del Crea, «il Paese nel suo insieme non cresce, per via dell’enorme sommerso. Quindi bisognerebbe recuperare l’evasione e decidere quali settori possono dare un maggior contributo all’aumento del Pil. E uno di questi può essere proprio la sanità».

Tags: Covid-19Governo MeloniSanitàTagli alla sanità
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© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

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