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Imenotteri, frutta fresca, creme solari: ecco gli allergeni a cui prestare attenzione in estate

Oltre alle più diffuse allergie respiratorie, durante i mesi più caldi non vanno sottovalutate neanche quelle cutanee, quelle alimentari o da punture di insetto. Interessano un italiano su quattro

Maurizio Andreanò di Maurizio Andreanò
Settembre 27, 2023
in Salute
Tempo di lettura: 4 mins read
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Imenotteri, frutta fresca, creme solari: ecco gli allergeni a cui prestare attenzione in estate

È davvero il caso di dirlo: le allergie non vanno in vacanza. Starnuti e pruriti non sono prerogative solo della primavera. Durante l’estate e i mesi più caldi, infatti, le allergie sono sempre più diffuse, e in media riguardano un italiano su quattro .Oltre alle più diffuse allergie respiratorie non vanno sottovalutate neanche quelle cutanee, come l’orticaria o le allergie da contatto, le allergie alimentari o da punture di insetto.

Allergie respiratorie

Se è vero che nei mesi estivi alcune fioriture sono terminate, quindi, il problema delle reazioni allergiche è meno diffuso, è altresì vero che i cambiamenti climatici hanno modificato il ciclo di vita delle piante allungandone il periodo di fioritura e di impollinazione. Tra i principali responsabili di allergie respiratorie durante i mesi estivi ci sono le graminacee e la parietaria. Ma non sono solo le piante con i loro pollini a rappresentare una minaccia. L’alternaria è una specie di fungo particolarmente diffusa nel nostro Paese, responsabile di numerose allergie soprattutto nel periodo che va da luglio a settembre, quando la concentrazione nell’aria delle sue spore è massima. I sintomi sono quelli tipici di una allergia respiratoria: rinite, congiuntivite e spesso asma.

Allergie da contatto

Creme solari, profumi, oli. Sono tante le sostanze con le quali la pelle, già sensibilizzata da fattori quali sole, vento e salsedine, viene a contatto durante la bella stagione. Le allergie da contatto sono reazioni infiammatorie cutanee causate da allergeni in grado di stimolare una risposta immunitaria sensibilizzante attraverso il contatto con la pelle. L’insorgenza e la gravità di tali manifestazioni dipendono da una predisposizione genetica, oltre che dall’esposizione, solitamente prolungata o frequente, a svariati allergeni, come metalli (nichel, cobalto), tessuti, coloranti, conservanti, e molti altri. Tuttavia, come le altre forme allergiche, le allergie da contatto possono manifestarsi senza alcuna familiarità, ed insorgere a qualsiasi età».

Solitamente un’allergene da contatto, anche denominato aptene, determina lo sviluppo della cosiddetta dermatite allergica da contatto (DAC). Questa si presenta tipicamente con rossore e comparsa di vescicole, seguita dalla formazione di croste e desquamazione. Il prurito è sempre presente, ma non è diffuso a tutto il corpo come in altre forme di dermatite, bensì compare solo nelle sedi di contatto con la sostanza incriminata. L’orticaria da contatto è invece caratterizzata dalla comparsa di chiazze pruriginose, gonfie e rossastre (pomfi), che possono manifestarsi dopo l’esposizione cutanea a piante, cibo o farmaci. La reazione può essere immediata o ritardata di alcune ore. La fotodermatite da contatto è una reazione allergica scatenata dall’interazione tra una sostanza chimica sulla pelle e la luce solare. I sintomi includono rossore, vescicole e desquamazione della pelle.

Allergie da punture di insetto

La stagione estiva è quella più a rischio, sia perché si passa più tempo all’aria aperta, sia perché si indossano abiti che lasciano scoperte aree del corpo più ampie. Il veleno iniettato dal pungiglione di un imenottero ha un effetto irritante nella sede della puntura, causando infiammazione che nella maggior parte dei casi rimane localizzata. L’allergia al veleno di insetti può svilupparsi a qualsiasi età. Si può essere punti molte volte senza manifestare alcuna reazione, finché, all’ennesima puntura, il sistema immunitario produce anticorpi specifici (le IgE) contro il veleno, provocando la sensibilizzazione allergica. Affinché possa essere seguito un corretto iter diagnostico e terapeutico, è importante identificare correttamente l’insetto pungitore. Gli imenotteri sono un ordine di insetti pungitori che comprende varie specie. Quelli di maggiore interesse allergologico appartengono alle superfamiglie degli Apidi (tra cui l’ape ed il bombo) e dei Vespidi (tra cui al vespa comune ed il calabrone). Riconoscerli non è sempre facile.

Se dopo la puntura compaiono rossore e gonfiore in una zona di circa 2-3 cm di diametro, si tratta di una reazione perfettamente normale, dovuta alle proprietà infiammatorie del veleno iniettato dall’insetto; in questo caso è sufficiente l’applicazione di ghiaccio e di una pomata al cortisone sulla superficie cutanea interessata. Se il pungiglione è rimasto infilato nella pelle è molto importante estrarlo, e farlo in modo appropriato, onde evitare che il sacco velenifero ad esso attaccato continui a rilasciare veleno. Generalmente i sintomi da puntura di imenottero compaiono immediatamente, nell’arco di qualche minuto, o entro un’ora; solo occasionalmente possono manifestarsi anche a distanza di ore o giorni. Dopo la puntura di imenottero possono verificarsi sintomi di diversa gravità. Le reazioni locali, e le cosiddette reazioni locali estese (cioè del diametro di almeno 10 cm e con durata superiore a 24 ore) sono generalmente di natura infiammatoria, e non di interesse allergologico. Al contrario le reazioni generalizzate sono spesso espressione di una sensibilizzazione allergica. Queste ultime hanno solitamente un esordio molto rapido e possono coinvolgere, oltre al distretto cutaneo, anche l’apparato gastrointestinale, quello respiratorio e quello circolatorio, provocando sintomi di varia gravità, fino allo shock anafilattico, condizione che mette a serio rischio la vita del paziente, e che statisticamente si verifica nell’1% dei casi.

Allergie alimentari

Nella stagione estiva si registra un aumento dell’incidenza delle allergie alimentari per via di un maggiore consumo di cibi ricchi in istamina e/o istamino-liberatori quali frutta fresca di stagione (pesche, albicocche, susine), crostacei e molluschi. Inoltre, le alte temperature possono alterare i cibi se non preparati o conservati in modo corretto. Tra gli alimenti maggiormente coinvolti in questi tipi di allergie vi sono le proteine del latte e le uova ( in particolare in età pediatrica), la soia, le arachidi, le nocciole, il pesce, i crostacei. È opportuno sapere con esattezza cosa si ordina per evitare possibili reazioni allergiche causate da alcuni ingredienti: è sempre meglio dichiarare le allergie alimentari e portare con sé i farmaci per il primo intervento. L’allergia alimentare è una reazione del sistema immunitario che si verifica dopo aver mangiato un determinato cibo che viene percepito dall’organismo come nocivo. Basta una piccola quantità di cibo per scatenare una reazione rapida che può essere da lieve a grave, e provocare sintomi digestivi, orticaria-gonfiore delle mucose, fino all’anafilassi.

Tags: AllergieAllergie alimentariAllergie da contattoAllergie da punturaAllergie respiratorieEstateVeleno di imenotteri
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Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
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