Del vaccino di AstraZeneca sono previste 7 milioni di dosi entro fine giugno. Ma la Commissione Ue ha deciso di non rinnovare il contratto con AstraZeneca perché finora non sono stati rispettati i tempi nelle consegne e ciò ha messo in difficoltà tutti i Paesi nella pianificazione vaccinale. La rottura era nell’aria, ma non dovrebbe condizionare troppo le tempistiche nel raggiungimento dell’immunità di gregge che l’Italia ha fissato al 60% entro fine luglio e all’80% a settembre.
Il contratto non rinnovato riguarda infatti le consegne del 2022, mentre restano confermate quelle dell’anno in corso. «Il contratto – ha chiarito un portavoce dell’Esecutivo comunitario – resta in vigore fino alla consegna dell’ultima dose. Non ci saranno dunque rinvii o interruzioni. Le dosi previste saranno comunque consegnate fino alla scadenza dell’accordo». Rimane il fatto che una volta chiusi i rapporti con AstraZeneca, l’Europa potrà contare su un “portafoglio” vaccini più leggero. E dovrà trovare il modo di compensare la minore disponibilità di dosi.
Bruxelles ha deciso di scommettere su Pfizer-BioNTech. «Abbiamo iniziato con Pfizer a lavorare con la seconda fase e i vaccini di seconda generazione», ha spiegato il commissario europeo Thierry Breton. In occasione del recente vertice europeo di Oporto, in Portogallo, la Commissione europea sotto la guida di Ursula Von der Leyen ha dato il via libera a un contratto con Pfizer da 1,8 miliardi di dosi (900 milioni garantite e 900 milioni opzionate) tra il 2021 e il 2023: un numero almeno quattro volte superiore a quello della popolazione europea e già pensato per aiutare i Paesi che ne abbiano bisogno, tanto che gli Stati potranno donare o rivendere a prezzo ribassato parte dei loro vaccini.
Un contributo arriverà da Curevac. Già questo mese l’Agenzia europea del farmaco (Ema) potrebbe dare il via libera al vaccino tedesco. Anch’esso è a RNA messaggero. Prevede sempre due dosi e può essere conservato alla normale temperatura da frigorifero. Tempi stretti anche per Novavax, anch’esso all’esame dell’Ema. Si tratta di un vaccino americano in due dosi a base proteica contenente minuscole particelle ottenute da una versione di laboratorio della proteina spike. Infine, l’italiano ReiThera potrebbe essere a disposizione dall’autunno.





