C’è un “buco” nel sistema: molte persone, seppur positive al Covid, riescono a entrare in ristoranti, cinema, palestre e altri luoghi con il Green pass. Al momento non esiste una revoca temporanea della certificazione verde: questo significa che, le persone contagiate che dispongono di Green pass (ottenuto precedentemente tramite vaccinazione, per esempio) possono — al netto delle sanzioni in cui potrebbero incappare in caso di controlli — uscire di casa e andare al ristorante, dove il loro green pass verrebbe letto come valido dall’app VerificaC19.
Una lacuna nei controlli sulla quale il ministero della Salute ha deciso ora di intervenire con un sistema di revoca temporanea della certificazione verde per i contagiati da coronavirus. Si tratta di mettere in contatto i dati sui tamponi molecolari positivi elaborati dalle aziende sanitarie regionali con la piattaforma Green pass gestita dal ministero. Se la legge italiana prevede già sanzioni per chi, contagiato, violi l’isolamento e provi ad usare il Green pass, obiettivo del governo è ottenere una norma a livello europeo. Il ministero è in attesa del via libera del Garante della Privacy che potrebbe arrivare nei prossimi giorni.
Si stima che siano circa 100mila le persone contagiate che attualmente in Italia stanno circolando con un documento valido. E le cronache negli ultimi giorni hanno raccontato le storie di alcuni casi particolari, per esempio quello di un ragazzo messo in quarantena dopo essere risultato positivo al tampone, pur essendo stato vaccinato due volte, che avrebbe violato il divieto a uscire per andare a incontrare la fidanzata a Torino. Il governo si sta attivando per risolvere un “bug” che rappresenta una smagliatura nell’operazione di tracciamento del contagio.
L’obiettivo è aggiornare la app VerificaC19 per fare in modo che il Green pass del positivo non risulti valido. Nel frattempo, chi viene sorpreso fuori dalla propria abitazione (o dal luogo in cui ha deciso di fare la quarantena) essendo positivo viene sanzionato. In realtà il blocco del Green pass avrebbe dovuto funzionare con una blacklist: la app VerificaC19 avrebbe dovuto avere accesso a un elenco dei green pass revocati e avrebbe dovuto presentarli come «non validi».





