La campagna vaccinale in Italia lo scorso 27 dicembre ha compiuto un anno. L’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ha diramato il report annuale sui vaccini anti-Covid e i dati che emergono riguardano soprattutto le reazioni avverse. Si parla di anafilassi, sindrome di Guillain-Barré, miocarditi o pericarditi, paralisi di Bell e la trombosi trombocitopenica di AstraZeneca e Johnson&Johnson. A questi si aggiungono febbre o disturbi gastrointestinali tali da richiedere il ricovero. Per miocarditi e pericarditi a rischio sono soprattutto i maschi sotto i 40 anni.
Sono state segnalate 117.920 reazioni su 108 milioni di dosi, l’83% di queste sono non gravi. Le segnalazioni, si rileva nel report dell’Aifa, riguardano soprattutto Comirnaty (68%) di BioNTech/Pfizer, che è stato il vaccino più utilizzato e solo in minor misura Vaxzevria (19,8%) di AstraZeneca, Spikevax (10,8%) di Moderna e vaccino Covid‐19 Janssen (1,4%). Secondo l’Aifa si tratterebbe di una percentuale molto bassa, considerando anche che di questi casi, alcuni sono in realtà legati a sintomi non allarmanti. Ma come spiega La Verità gli effetti collaterali vanno confrontati con il numero di persone vaccinate e non con il numero di punture che queste hanno ricevuto. In Italia le persone che si sono immunizzate sono all’incirca 48 milioni, dunque le segnalazioni vanno riferite a questa base e non al numero di volte che le stesse persone si sono vaccinate. Perciò la percentuale cambia: significa che 1 italiano su 500 ha segnalato una reazione.
Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono stati febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea. Ma a pagina 95 del rapporto Aifa si conferma l’eccesso di rischio di miocardite e pericardite associato ai vaccini a mRna, in particolare nei maschi giovani dopo la vaccinazione con Spikevax (Moderna), soprattutto dopo la seconda dose. Confermati, dunque, gli allarmi sulle infiammazioni del miocardio e del pericardio segnalate da diversi medici in questi mesi.
E ora si attendono i nuovi dati, che includeranno anche le conseguenze della spinta alla vaccinazione per i più piccoli. L’Aifa precisa che i tassi di segnalazione nella fascia d’età 5-11 «sono preliminari» e al momento non emergono particolari problemi di sicurezza. Al 26 dicembre sono state registrate complessivamente nella Rete nazionale di farmacovigilanza (Rnf) 1.170 segnalazioni di sospette reazioni avverse nella popolazione pediatrica, che rappresentano l’1% (1.170/117.920) di tutte le segnalazioni presenti nella Rete riguardo ai vaccini Covid alla data considerata. Il tasso di segnalazione è pari a 28 eventi ogni 100.000 dosi di vaccino.





