Politica

Consultazioni, Mattarella: «Governo neutrale fino a dicembre». Di Maio e Salvini: «Elezioni a luglio»

Al termine del terzo giro di colloqui, il presidente elenca le alternative: un governo di servizio o nuove elezioni. Poi si sofferma sui rischi di un ritorno immediato alle urne: «Poco tempo per la finanziaria, gli impegni in Europa, speculazioni sui mercati internazionali». Immediato no di M5s e centrodestra

Altro giro, altra corsa. Il terzo round di consultazioni al Colle aveva confermato l’inesistenza di un’intesa tra le principali forze politiche: coalizione di centrodestra, M5s e Pd. Luigi Di Maio si era nuovamente detto disponibile a formare un governo politico solo con la Lega anche con un premier terzo. Ma Matteo Salvini aveva invece rilanciato l’unità della sua coalizione reclamando l’incarico per un governo di centrodestra. Poi le parole del presidente della Repubblica aprono nuovi scenari: «Nel corso dei colloqui ho chiesto se vi fossero altre possibilità. Ma non vi è alcuna possibilità di una maggioranza nata da un accordo politico. Esclusa la possibilità di un governo politico di minoranza credo che sia più rispettoso del voto degli italiani che a portare alle elezioni sia un governo non di parte». Un governo «di servizio» fino a dicembre composto da personalità neutrali è, dunque, la via d’uscita alla crisi politica proposta da Mattarella. E, stando alle prime reazioni, sia Lega che Movimento 5 stelle non intendono dare il loro voto a favore. «Nessuna fiducia a un governo “neutrale”, sinonimo di governo tecnico: Si vada al voto a luglio!», ha detto capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. «O governo di centrodestra o voto in estate» gli fa eco il leader del Carroccio, Matteo Salvini.

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IL DISCORSO DI MATTARELLA. «Nel corso delle settimane scorse ho svolto una verifica concreta e attenta di tutte le possibili soluzioni in un Parlamento contrassegnato da tre schieramenti, ognuno senza maggioranza. Due di essi dovevano trovare un’intesa. Tentativi non riusciti per una serie di indisponibilità, confermate questa mattina». Il capo dello Stato ha esordito ricordando i tentativi fatti di cercare un accordo tra i partiti, sulla base delle percentuali uscite dalle elezioni. Ma è «doveroso dare vita a un governo, non si può attendere oltre». L’esecutivo però, secondo quanto deciso da Mattarella, non può essere quello uscente: «Il governo presieduto dall’onorevole Gentiloni che ringrazio per il lavoro che ha svolto e sta svolgendo in questa situazione anomala ha esaurito la sua funzione e non può essere ulteriormente prorogato in quanto espresso da una maggioranza parlamentare che non c’è più». Quindi, «in mancanza di accordi – aggiunge Mattarella- i partiti consentano che nasca un governo neutrale, di servizio. Laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza, quel governo si dimetterebbe per far posto a un governo politico. Qualora non si formasse questa maggioranza, il governo neutrale si concluderà comunque a dicembre, per poi andare al voto». Mattarella non ha neanche nascosto la sua contrarietà per il ritorno immediato alle urne: «L’altra ipotesi è un voto anticipato, ma si è sempre evitato di votare in estate. Si potrebbe fissare il voto in autunno, ma con la preoccupazione di non avere il tempo di elaborare e approvare la manovra finanziaria. Va considerato anche il rischio ulteriore della speculazione finanziaria sui mercati internazionali. E anche che, a legge elettorale invariata, si riproduca la stessa attuale situazione. Va tenuto anche in debito conto il tema dei tempi minimi per assicurare la partecipazione alle elezioni. Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si conclude senza essere neanche avviata – conclude il presidente- Scelgano i partiti, in Parlamento, tra queste soluzioni alternative. Un governo neutrale ma pienamente in carica fino al fine anno o nuove elezioni subito».

IL NO DI LEGA E M5S. Il governo “neutrale” prospettato da Mattarella dovrebbe comunque ricevere la fiducia, almeno temporanea, da parte delle Camere.E, stando alle prime reazioni, sia la coalizione di centrodestra che il Movimento 5 Stelle non intendono dare il loro voto a favore. «Non ci saranno i voti di Fratelli d’Italia per un altro governo nato nei laboratori del Quirinale e incapace di dare risposte ai cittadini»: è quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Posizione condivisa anche dal leader della Lega, Matteo Salvini: «È fondamentale che il voto degli italiani sia rispettato. Quindi o un governo del centrodestra, oppure elezioni il prima possibile, per la prima volta in estate. Non c’è tempo da perdere, non esistono governi tecnici alla Monti, contiamo che Berlusconi mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza, poi gli italiani ci daranno la maggioranza assoluta e cambieremo l’Italia da soli». Su Twitter anche la reazione del capo politico del M5S, Luigi di Maio, anche lui pronto a confermare la richiesta, già avanza durante il colloquio al Colle, di un voto immediato: «Nessuna fiducia a un governo “neutrale”, sinonimo di governo tecnico. Si vada al voto a luglio!». Se M5S e Lega bocciano la proposta del Colle, il Pd si affretta con il presidente Matteo Orfini ad assicurare il pieno sostegno: «Chi chiede il voto in estate non ha a cuore la democrazia perché far votare il paese a luglio significherebbe impedire a una parte del Paese di votare e sarebbe quanto di meno democratico possibile».

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