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Mondiali 2018. La notte di Parigi: la vittoria contro la paura del terrorismo

Migliaia di francesi sono scesi per strada a festeggiare l’impresa mondiale invadendo i luoghi colpiti dagli attentati del 13 novembre 2015: dal Bataclan allo Stade de France

È stata una notte di festa ma anche di alta tensione in tutta la Francia. I festeggiamenti per la vittoria del secondo Mondiale sono infatti stati caratterizzati da episodi di violenza e paura. Soprattutto a Parigi, dove, proprio nel momento di massima euforia, alcuni teppisti a volto coperto, come riportato dai media francesi, hanno preso d’assalto vetrine e drugstore, nella zona compresa tra Champs-Élysées e Arc de Triomphe. Momenti di tensione che non sono riusciti a rovinare la festa. Migliaia di francesi sono scesi per strada, nelle piazze, invadendo i luoghi simbolo degli attacchi terroristici. La paura è solo un lontano ricordo, quello che conta è festeggiare l’impresa mondiale che dopo vent’anni riporta la Francia sul tetto del mondo.

UN CALCIO AL TERRORISMO. Nonostante il divieto alla trasmissione delle partite in spazi pubblici aperti per il timore di attentati, annunciato dal ministro dell’Interno Gérard Collomb alla vigilia dell’avvio dei mondiali di Russia, erano in cento mila davanti al megaschermo sotto la Tour Eiffel a gioire per le reti di Griezmann, Pogba e Mbappé. La stessa gioia che si ritrova fuori al Bataclan. Persone che si abbracciano e festeggiano anche davanti a Le Carillon e al Café Bonne Bière, due dei locali colpiti dagli attacchi terroristici dell’Isis del 13 novembre 2015. Allo Stade de France in 80 mila guardano la partita in attesa del concerto di Jay-Z e Beyoncé. Anche qui quasi tre anni fa i terroristi islamici hanno fatto un attentato. Il 13 novembre 2015, alle 21 e 17, la squadra francese era in possesso di palla durante l’amichevole contro la Germania quando fuori dello stadio, davanti alla porta D, uno dei tre kamikaze si fece esplodere. Ma adesso si guarda oltre. Milioni di persone nella capitale e nel resto della Francia sono scese in strada avvolti nel tricolore intonando la Marsigliese. L’ultima volta era successo, tre anni fa, dopo l’attentato a Charlie Hebdo. Ma quello stesso inno nazionale oggi ha un suono inedito: non più quello delle esplosioni, ma della voglia di vivere.

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