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Gli Stati Uniti si ritirano dal trattato sulle armi nucleari

L’annuncio del segretario di Stato Mike Pompeo: «La Russia ha sempre violato gli accordi, non possiamo mettere a rischio le vite di milioni di europei e di americani»

Gli Stati Uniti hanno confermato il loro ritiro dal trattato contro la proliferazione nucleare. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha motivato la decisione con il fatto che «la Russia ha violato per anni senza scrupoli l’accordo e non ha mostrato alcun serio impegno nel volerlo rispettare». L’Intermediate-Range Nuclear Forces (Inf), questo il nome del trattato, venne firmato da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov l’8 dicembre del 1987 e precedette la fine della Guerra Fredda, divenendo uno dei cardini della sicurezza europea.

L’amministrazione Trump sostiene, come aveva già fatto dall’amministrazione Obama nel 2014, che la Russia da tempo abbia smesso di rispettare il trattato, producendo missili nucleari a media gittata, tra i 500 e i 5.500 chilometri, che possono essere lanciati da terra. «Le violazioni della Russia mettono a rischio le vite di milioni di europei e americani – ha detto il segretario di Stato americano – dobbiamo reagire a questa minaccia». Pompeo ha aggiunto che gli Stati Uniti sono pronti ad avviare un negoziato con Mosca a largo spettro sul controllo delle armi. «Gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per preservare questo trattato – ha evidenziato Pompeo – ma la Russia ha messo e mette a rischio gli interessi degli Stati Uniti sul fronte della sicurezza. Per questo – ha proseguito il segretario di Stato Usa – non possiamo più essere vincolati da un accordo mentre la Russia lo viola in maniera vergognosa».

Serviranno sei mesi prima che gli Stati Uniti possano uscire del tutto dall’accordo. «Dispiace a tutti noi il fatto che nei prossimi giorni questa decisione venga implementata», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Mentre il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov, criticando Washington per la decisione di uscire dalla Inf, avverte: «Gli Stati Uniti potrebbero schierare un totale di 48 missili da crociera in Europa mettendo così in pericolo la Russia centrale. E Mosca non può ignorare questa minaccia».

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