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Nuova Zelanda, attacco a due moschee. La strage in diretta Facebook

Oltre 40 i morti. Ad aprire il fuoco nei due luoghi di culto un commando di 4 persone. Prima della strage era apparso un manifesto anti-immigrati e un tweet in cui si vedono i caricatori delle armi automatiche con i nomi di assassini di immigrati: compreso l'italiano Luca Traini

Quarantanove morti: è terribile bilancio dell’attacco in due distinte moschee della città di Christchurch in Nuova Zelanda. La prima ministra neozelandese Jacinda Arden ha definito gli attacchi «attentati terroristici» e ha parlato di «uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda». La polizia ha confermato l’arresto di quattro persone, tra cui una donna. Secondo le prime ricostruzioni, i quattro assalitori armati hanno preso di mira le moschee di Christchurch, la più grande località dell’Isola del Sud, ammazzando a sangue freddo i fedeli.

Come in un videogame uno degli attentatori, l’australiano Brenton Tarrant, prima di compiere l’assalto imbracciando le mitragliatrici e aprire il fuoco contro decine di persone, ha posizionato sulla sua testa una telecamera per filmare e trasmettere in diretta le immagini di quel folle e tragico gesto. Il live della strage è stato trasmesso su Facebook. La polizia della Nuova Zelanda ha «esortato con forza» media e popolazione a non condividere quei 17 minuti di sangue girati e postati da uno dei killer.

Una delle sparatorie è avvenuta nella moschea di Al Noor, dove c’erano almeno 300 persone raccolte nella preghiera del venerdì. Un testimone afferma che un uomo armato vestito di nero è entrato nella moschea Masjid Al Noor e ha fatto fuoco: «Ho visto persone morte ovunque». L’assalitore sarebbe quindi fuggito prima dell’arrivo dei servizi d’emergenza. Poco dopo il secondo assalto alla moschea di Masjid nel sobborgo di Linwood. La dinamica del secondo attacco non è ancora chiara, ma comporterebbe delle auto cariche di esplosivi. A sparare invece sarebbe stato un commando formato da 3 uomini e una donna, che la polizia è successivamente riuscita a fermare. Ma si teme che ci siano altri complici, parte di una rete molto più larga.

Non sembrano esserci dubbi sul fatto che matrice dell’attacco è il razzismo anti islamico. Poco prima della strage sui social era infatti apparso un manifesto di 87 pagine “anti-immigrati e anti-musulmani” che è stato poi cancellato.  In un tweet postato presumibilmente da uno terroristi c’è una lista di nomi di assassini di stranieri scritti su alcuni caricatori di armi automatiche, dove compare anche quello dell’italiano Luca Traini, che nel 2018 tentò una strage di migranti a Macerata ferendo sei persone. Per ragioni di sicurezza tutte le moschee del Paese sono state chiuse. Evacuate anche molte scuole. Tanto più che nelle stesse ore il centro della città era pieno di giovani diretti alla locale manifestazione per il clima degli studenti, che per ragioni di sicurezza è stata poi cancellata. Fra gli scampati ci sono anche gli atleti della nazionale di cricket del Bangladesh che si erano recati a pregare in una delle due moschee sotto attacco.

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