Salute

Ridurre l’acufene con il magnesio e il condroitin solfato

Secondo gli ultimi studi scientifici, la supplementazione di magnesio può migliorare i sintomi in pazienti affetti da disordini dell'articolazione temporo-mandibolare

Alterazioni e problemi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) possono in alcuni casi causare la percezione dell’acufene o amplificarne l’intensità. Alcune componenti dell’orecchio medio hanno un’origine comune con la mandibola e l’ATM, quindi sono funzionalmente collegati anche alla muscolatura masticatoria e mimica. Le disfunzioni cranio-mandibolari sono un gruppo di condizioni, di segni e sintomi, molto spesso dolorosi, che colpiscono uno o più componenti dell’apparato masticatorio, ossia l’ATM, i muscoli della masticazione, i denti e le loro strutture di sostegno. E sembra che la modificazione della funzionalità dell’articolazione temporo-mandibolare sia la principale causa di “acufene non uditivo”. Il Centro siciliano acufene (Csa), in collaborazione con Nuova Farmaceutica, azienda leader nella formulazione e produzione di presidi medici e prodotti nutraceutici, ha messo a punto un protocollo integrato che prevede una supplementazione di magnesio associata all’assunzione di alcune vitamine ed altre sostanze, che svolgono un’azione protettiva e antinfiammatoria dell’articolazione temporo-mandibolare.

L’ATM svolge la funzione di articolare il movimento complesso della mandibola nei tre piani dello spazio fondamentali per la masticazione e la fonazione, influisce sull’assetto della colonna vertebrale, sul funzionamento della muscolatura cervicale e dorsale, arrivando a condizionare le curvature della colonna vertebrale e di conseguenza la postura e l’equilibrio. Quando viene meno la corretta relazione tra arcata dentaria superiore e inferiore si creano squilibri di forza durante la masticazione che compromettono la stabilità dell’ATM. Questo squilibrio si trasmette alla muscolatura cervicale causando contratture patologiche che, secondo la teoria “somatosensoriale”, possono innescare acufeni. Difficilmente è possibile determinare l’esatta causa dei disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, ma si ritiene che un fattore importante sia il sovraccarico di lavoro a cui i muscoli masticatori sono sottoposti. Contrazioni prolungate dei muscoli masticatori, in alcune situazioni fisiche e mentali stressanti, possono determinare tensioni muscolari e spasmi, che dando origine ad un circolo vizioso, se non accuratamente interrotto, può generare un disturbo cronico. Altri fattori aggravanti possono essere digrignamento e serramento dei denti o bruxismo, traumi, artriti, malocclusioni dentali, asimmetrie ed altri problemi dentali o una associazione di più fattori.

Per alleviare i dolori muscolari e il gonfiore si possono prescrivere farmaci anti-infiammatori non steroidei, Fans, rilassanti muscolari (per rilassare i muscoli della mascella) ed infine anche ansiolitici e antidepressivi per contribuire ad alleviare lo stress che a volte può aggravare i disordini dell’ATM. La terapia in ogni caso non risulta risolutiva ed è gravata dalla comparsa di numerosi e pesanti effetti collaterali che, nel tempo, possono sfiduciare il paziente. Diversi studi scientifici, che il Csa e la Nuova Farmaceutica hanno preso in considerazione, dimostrano come una supplementazione di magnesio possa migliorare i sintomi in pazienti affetti da disordini dell’articolazione temporo-mandibolare.

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Il magnesio aiuta ad alleviare crampi e tensioni muscolari, quindi la sua assunzione favorisce il rilassamento dei tendini e dei muscoli intorno alla mascella, della testa e del collo, che sono proprio quelli coinvolti nei disordini di questo tipo, alleviando contestualmente i sintomi di irritabilità ed ansia che possono contribuire ad acuire la sintomatologia associata a questo tipo di disordini. Anche lo status vitaminico del paziente assume un ruolo importante nella profilassi e nel trattamento dei disturbi a carico dell’ATM. In particolare, la carenza di Vitamine del Gruppo B può causare affaticamento e promuovere lo stress, peggiorando la sintomatologia dei soggetti affetti da disordini dell’articolazione temporo-mandibolare. Quindi elevati livelli di stress possono causare una deplezione dei livelli ematici di vitamine del Gruppo B che, a loro volta, accentuano ancora di più lo stress instaurando un circolo vizioso. Anche la vitamina D3 svolge un ruolo fondamentale nel garantire la salute ottimale delle ossa e dei muscoli coinvolti nella patologia dell’ATM. A tal proposito la Nuova Farmaceutica, in sinergia con il CSA, dopo un attento studio in ambito farmacologico e fisiopatologico, e la valutazione di alcuni pazienti acufenici, ha prodotto un multivitaminico completo che integra magnesio, vitamina D3 e il gruppo della vitamina B (oltre a Ferro, Zinco, Acido Folico, Vit.PP), che ha prodotto buoni risultati non solo in ambito otoiatrico, quindi per l’acufene e i disturbi dell’udito, ma anche per altre patologie di pertinenza dell’otorinolaringoiatra.

Il multivitaminico prodotto per trattare questi disturbi viene prescritto dal CSA in associazione ad un integratore contenente N-Acetil-D-Glucosamina e condroitin solfato, anche quest’ultimo prodotto dalla Nuova Farmaceutica, dopo aver studiato accuratamente la farmacologia, la struttura ossea e cartilaginea e la fisiopatologia. Diverse cause possono determinare le alterazioni dell’ATM, una su tutte l’osteoartrosi, in quest’ultimo caso ma in tutte le patologie che determinano alterazioni dell’ATM, la supplementazione di integratori a base di N-Acetil-D-Glucosamina (NAG) e Condroitin solfato sono di notevole aiuto. La N-Acetil-D-Glucosamina (NAG) è precursore della sintesi dei Glicosaminoglicani, i principali costituenti della cartilagine articolare. Le quantità di Glucosamina prodotte dal nostro organismo con l’invecchiamento diminuiscono. Molti studi scientifici hanno dimostrato la capacità della N-Acetil-D-Glucosamina di prevenire il deterioramento delle strutture articolari, di ripristinare la matrice cartilaginea danneggiata dal processo artrosico e di esercitare anche una discreta attività antinfiammatoria. Inoltre, l’acetilazione della Glucosamina stimola in maniera diretta la sintesi di Acido ialuronico e non inibisce la sintesi di Glucosamina endogena. Il Condroitin solfato rappresenta il maggiore responsabile della resistenza alla compressione, svolge azione antinfiammatoria, stimola la sintesi di Proteoglicani e Acido ialuronico, diminuisce l’attività erosiva delle MMPs e inibisce la morte dei condrociti articolari.

La combinazione Condroitin Solfato e Glucosamina determina sollievo dal dolore e migliora la funzionalità dell’ATM. I benefici derivanti da una terapia di associazione aumentano nel momento in cui, alla N-Acetil-D-Glucosamina e al Condroitin solfato, si abbinano principi attivi, come il Metilsulfonilmetano, che in sinergia tra loro, sono in grado di migliorare tanto l’azione trofica a carico della cartilagine articolare, quanto l’azione antidolorifica. Il Metilsulfonilmetano rappresenta la forma naturale dello zolfo organico, responsabile della azione protettiva sulla cartilagine essendo implicato nella sintesi del collagene. Oltre al suo ruolo protettivo nei confronti del tessuto cartilagineo, il Metilsulfonilmetano presenta anche una discreta azione antinfiammatoria. I pazienti affetti da alterazione dell’ATM, inoltre, traggono giovamento anche da un’integrazione di Vitamina C e Silice, entrambi cofattori indispensabili per la sintesi del Collagene, elemento costitutivo più abbondante della cartilagine articolare.

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Daria Caminiti

Specialista in Otorinolaringoiatria. Dottore di ricerca in scienze audiologiche e otorinolaringoiatriche Università degli Studi di Catania. Responsabile del Servizio di Day Surgery di otorinolaringoiatria presso la Casa di Cura Villa Salus di Messina convenzionata con il S.S.N. Responsabile dell’Equipe Siciliana di diagnosi, cura e riabilitazione dell’acufene. Esperta in Allergologia. Medico otorinolaringoiatra Casa di Cura San Camillo di Messina. Consulente Tecnico d’Ufficio o CTU del Tribunale di Messina.

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