Allergie primaverili in anticipo: le novità in ambito diagnostico e terapeutico

Le allergie respiratorie non colpiscono solo in primavera. Ecco perché è importante non farsi cogliere impreparati. La dr.ssa Daria Caminiti spiega i vantaggi che possono derivare dall’utilizzo dei nuovi dispositivi per la diagnosi e il trattamento delle patologie allergiche

Il cambiamento climatico è senz’altro uno dei temi più caldi del momento. Uno degli effetti delle alte temperature dell’inverno anomalo che stiamo vivendo è il presentarsi fuori stagione di molti sintomi tipici delle allergie primaverili. La stagione dei pollini tende ad allungarsi e sottopone la popolazione ad un maggior rischio di sviluppare forme diverse di allergia. Secondo i dati Istat, la terza causa di malattia cronica in Italia è legata proprio alle sindromi allergiche e molti studi sembrano confermare che il cambiamento climatico, ed in particolare l’aumento della temperatura, favorisce l’allungamento della stagione di produzione dei pollini. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Daria Caminiti, specialista in otorinolaringoiatria e allergologia, che ci ha illustrato anche le ultime novità in ambito diagnostico e terapeutico per contrastare e ridurre i sintomi nei pazienti allergici.

Daria Caminiti, specialista in otorinolaringoiatria e allergologia


Cosa scatena le allergie in inverno?
«L’urbanizzazione, la tendenza a vivere in ambienti chiusi, l’introduzione nel verde pubblico delle città di piante non autoctone ad elevata impronta allergizzante, l’inquinamento e l’ aumento della temperatura globale favoriscono l’anticiparsi della stagione dei pollini. Ed è quello che sta accadendo nelle ultime settimane: grazie alle temperature miti si sta verificando un rapido incremento delle concentrazioni di polline nell’aria. Per questo motivo, il paziente deve conoscere quali sono gli antigeni pollinici che lo rendono suscettibile, dove sono localizzate nel territorio le piante che li producono e quali sono le conseguenze allergiche che ne possono derivare».

Come è possibile distinguere la reazione allergica da un semplice raffreddore o influenza stagionale
«La pollinosi rappresenta una serie di manifestazioni cliniche quali rinite allergica, congestione nasale, naso chiuso, congiuntivite, lacrimazione profusa, prurito alla gola, manifestazioni cutanee, cefalea, astenia, tosse secca, sibili fino all’asma bronchiale. La rinite allergica è determinata dalla infiammazione delle prime vie respiratorie e spesso precede l’insorgenza dell’asma bronchiale, per cui è indispensabile curare le allergie al fine di ridurre la probabilità di insorgenza di flogosi bronchiale. Rinite e asma sono patologie sostenute da un comune processo infiammatorio delle vie aeree, per tale motivo si parla di “rinasma”. Nei soggetti allergici, oltre alla sintomatologia oculo-rinitica e asmatica, possono manifestarsi, altri sintomi più o meno gravi, a causa della cross-reattività polline-alimento, come prurito e gonfiore della mucosa orale, difficoltà a deglutire, orticaria, sintomi gastrointestinali, sino alla difficoltà respiratoria e allo shock anafilattico. Questi sintomi, caratteristici della Sindrome Orale Allergica, insorgono entro pochi minuti dall’ingestione di vegetali, in particolare con alcuni tipi di verdura e frutta fresca, che contengono antigeni che provocano reazioni crociate con i pollini antigenici».

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Come si arriva alla diagnosi?
«Nei pazienti affetti da rinite allergica, asma bronchiale, manifestazioni cutanee, quali orticaria e dermatite, bisogna eseguire una diagnosi accurata per poter gestire la patologia allergica con diverse opzioni terapeutiche, in base all’espressione clinica predominante nel paziente e alla gravità della malattia. In ambito diagnostico, oggi è possibile eseguire il prick test, esame gold standard, mediante un innovativo dispositivo che permette di eseguire l’esame senza pungere la cute con le classiche lancette di plastica monouso. Si tratta dell’Electron prick test un innovativo device che non punge la cute, non provoca dolore, non determina lesioni cutanee e per tale motivo è molto apprezzato non solo dagli adulti ma soprattutto dai bambini».

Come si può trattare l’allergia?
«L’allergia si tratta con due categorie principali di farmaci, quelli che trattano i sintomi e quelli che trattano la causa. I sintomatici sono indicati nella maggior parte dei casi, e sono finalizzati a contrastare i disturbi a livello degli organi in cui si manifestano, ad esempio il naso nel caso della rinite, l’occhio nel caso della congiuntivite, le vie aeree nel caso dell’asma. L’unica terapia in grado di modificare la storia naturale della allergia è l’immunoterapia specifica. È ormai dimostrato che l’immunoterapia specifica, agendo sulla causa della malattia, sia in grado di correggere le alterate reazioni del sistema immunitario inducendo con il tempo una tolleranza verso il polline interessato».

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In cosa consiste l’immunoterapia specifica?
«L’immunoterapia specifica consiste nella somministrazione, per via sottocutanea o sublinguale, di dosi progressivamente crescenti dell’allergene verso cui il paziente è sensibilizzato. In tal modo il sistema immunitario del paziente viene sollecitato a difendersi contro la sua allergia, producendo anticorpi di difesa contro lo stesso allergene ed inducendo quindi una tolleranza alla sua riesposizione. Viene chiamata erroneamente “vaccino”, ma non lo è perché non utilizza virus attenuati che possono indurre alcune complicanze dopo la somministrazione come per esempio i comuni vaccini per le malattie esantematiche, per la meningite, per l’epatite. Moltissimi studi riguardanti sia gli adulti che i bambini affermano che l’immunoterapia specifica sottocutanea è capace di ridurre l’assunzione di farmaci a lungo termine per rinite, sindromi rino-bronchiali e asma nei soggetti allergici. E con il device needless, ossia senza ago, la somministrazione diviene semplice e più rapida nella esecuzione, completamente indolore e accettata anche dai bambini. Assistiamo oggi ad una fase di innovazione e modernità in ambito diagnostico e terapeutico per quanto riguarda le patologie allergiche. Questi nuovi dispositivi facilitano la strategia diagnostica-terapeutica individuata per ciascun paziente, permettendo il raggiungimento di un equilibrio terapeutico capace di condurre alla guarigione».

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