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Da Bologna a Mondragone: il coronavirus torna a fare paura

Nel comune casertano l'esercito pattuglia le strade. Nel capoluogo dell'Emilia-Romagna la diffusione del virus è partita dal magazzino della Brt, ma si teme che il focolaio sia allargato a tutto il settore della logistica

A Mondragone le strade sono pattugliate dall’esercito. A Bologna aumentano i contagi legati al focolaio nel magazzino di Bartolini. E riemerge anche l’incubo del contagio nelle residenze per anziani, dopo i 14 positivi accertati in una Rsa genovese. Dall’Emilia Romagna alla Campania, il coronavirus torna a fare paura in Italia. «I piccoli focolai segnalati nelle ultime ore ci dicono che la battaglia non è ancora vinta e che serve gradualità e prudenza nelle prossime settimane», è l’avvertimento del ministro della Salute, Roberto Speranza.

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Il comune casertano da lunedì è zona rossa per la scoperta di un focolaio Covid: lo screening a tappeto tra gli abitanti degli ex palazzi Cirio di Mondragone ha portato ad accertare 43 positivi su 727 tamponi effettuati, ma i residenti denunciano che in molti hanno fatto perdere le proprie tracce scappando di notte per non sottoporsi al test. Cresce la tensione tra la comunità bulgara, dove sono concentrati i contagi, e i cittadini italiani del comune del casertano: un’accesa discussione è sfociata in lanci di pietre e sedie, rendendo necessario l’intervento della polizia in tenuta antisommossa. Un agente di polizia è rimasto lievemente ferito dopo essere stato raggiunto da una pietra. Protestano i cittadini bulgari messi in quarantena, ma scendono in strada anche gli abitanti italiani di Mondragone, preoccupati che il virus possa diffondersi oltre il cordone sanitario imposto dall’ordinanza della Regione Campania. Gli ultimi episodi di tensione hanno spinto il governatore De Luca a chiedere al ministero dell’Interno di rafforzare il presidio del territorio.

Altrettanta preoccupazione si percepisce a Bologna per l’evoluzione del contagio legato al focolaio nato nel reparto magazzino di Bartolini: «Complessivamente, risultano 64 persone positive al Covid correlabili a questo focolaio», ha chiarito Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica della Ausl di Bologna. Il timore però si allarga oltre la sola sede di Bartolini e coinvolge tutto il settore della logistica che gravita intorno a Bologna.

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