Si dovrà avere per partecipare a feste di nozze, concerti e probabilmente anche per entrare in discoteca, oltre che per spostarsi tra regioni che si trovano in zona rossa o arancione. È il Green pass, introdotto dal decreto Covid pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio, e potrebbe avere la durata di 9 mesi. Con esso, infatti, potremo dimostrare di essere stati vaccinati, di essere guariti dal Covid-19 o di esserci sottoposti a tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti.
Il Green pass viene rilasciato già dopo la prima dose ed è valido dal quindicesimo giorno successivo fino al completamento del ciclo vaccinale, come previsto da decreto. «La certificazione verde – si legge all’articolo 14 – ha validità di nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale». Tuttavia la certificazione «è rilasciata anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino e ha validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale».
A partire dal 15 giugno sarà possibile utilizzare il pass per partecipare alle feste di matrimonio. Servirà anche per spostarsi in regioni che, a causa dell’aumento delle infezioni, dovessero ritornare in zona arancione o rossa. Anche le visite agli anziani nelle case di riposo (Rsa) richiederanno la certificazione verde, per non mettere in pericolo la salute fragile degli anziani che vi sono ospitati. È ancora allo studio, ma probabilmente il certificato servirà questa estate per entrare ai concerti e nelle discoteche quando riapriranno.
La certificazione verde deve essere richiesta quando ci si vaccina alla struttura sanitaria o all’autorità sanitaria locale dove è avvenuta l’inoculazione. Come si legge nel documento, per i vaccinati «la certificazione è rilasciata, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione». Diverso è per i guariti dal Covid, che devono richiedere la certificazione verde, sempre in formato cartaceo o digitale, presso la struttura dove «è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid-19, oppure, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta». Infine, a chi non è stato infettato, né vaccinato, non resta che poter dimostrare di essere negativo al tampone: l’attestazione viene rilasciata dalla farmacia o dal laboratorio privato in cui si effettua il test molecolare o antigenico.
Dai 6 mesi inizialmente previsti, la validità del green pass per i vaccinati è stata portata a 9 mesi, ovviamente a partire dalla «data del completamento del ciclo vaccinale». Non solo. È stato deciso di rilasciare la certificazione contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino, «con validità dal «quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale». Chi è guarito dal Covid ha diritto a un Green pass valido per sei mesi a partire dalla data dell’avvenuta guarigione. Il tampone negativo è valido per sole 48 ore dal momento in cui si è sottoposti al test.





