Sulla tragedia della funivia Stresa-Mottarone, in seguito alla quale la procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, ci sono una serie di interrogativi cui le indagini dovranno dare una risposta. Perché la fune si è strappata? Perché il freno di sicurezza non ha funzionato come doveva? La fune traente, quella su cui viaggiava la cabina, si è strappata e su quella portante non è scattato il blocco di sicurezza. Le morse avrebbero dovuto attivarsi subito, bloccando l’impianto. Invece non lo hanno fatto: arrivata a poco più di cento metri dal Mottarone, la cabina ha iniziato a scivolare indietro, senza controllo. Spetterà ora al procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, cercare le cause che hanno portato alla morte 14 persone e che hanno ferito gravemente un bambino.
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Ma l’incidente della funivia di Mottarone ha una lunga serie di precedenti. A partire da quello del 9 marzo 1976 avvenuto vicino alla stazione sciistica di Cavalese: il cavo di supporto in acciaio si ruppe in una delle ultime corse della giornata. Una cabina precipitò per 200 metri, rotolando per altri 100 provocando la morte di 42 persone, tra cui 15 bambini e il manovratore. L’unica sopravvissuta alla tragedia fu una ragazza milanese di 14 anni. Ma dal 1960 a oggi sono stati molti gli incidenti che hanno causato vittime sulle funivie.
Il giorno di Ferragosto del 1960 si schianta la funivia del Faito che collega la città di Castellammare di Stabia (Napoli) con il monte Faito. Al primo cavalletto la cabina, forse per l’alta velocità, si sgancia dai fili di trazione e si schianta sui binari della ferrovia sottostante, provocando la morte di quattro persone.
Il 29 agosto del 1961 il cavo portante della funivia bifune tra Punta Helbronner e l’Aiguille du Midi viene tranciato da un cacciabombardiere francese in volo sopra il Monte Bianco. Tre cabine precipitano e sei occupanti perdono la vita. Il resto dei passeggeri passano la notte sospesi nel vuoto prima di essere salvati.
Il 10 luglio del 1966 per un guasto al pilone sospeso del Grand Flambeu della funivia tra Punta Helbronner e l’Aiguille du Midi sul Monte Bianco un grappolo di tre cabine precipita per 30 metri nel vuoto. Il bilancio è di un morto e 13 feriti. A causare l’incidente fu l’accavallamento di delle funi portante e traente.
È ancora il più grave incidente nella storia italiana degli impianti a fune e accadde al Cermis, dando inizio ad una leggenda nera. Il 9 marzo 1976, poco dopo le cinque di pomeriggio, in una delle ultime corse della giornata sciistica (prima della chiusura degli impianti), una cabina della funivia che raggiungeva l’Alpe si staccò dal cavo d’acciaio che la sorreggeva schiantandosi a terra. Morirono 42 delle 43 persone a bordo. La portata della funivia era di 40 persone ma al momento dell’incidente gli occupanti erano 43: questo venne giustificato dall’operatore con il fatto che molti di essi erano bambini. La maggior parte delle vittime erano tedeschi della città di Amburgo. A bordo c’erano 21 cittadini tedeschi, 11 italiani, 7 austriaci e un francese. L’unica sopravvissuta alla tragedia fu una ragazza milanese di 14 anni.
Un’altra strage ha interessato la funivia del Cermis nel 1998. il 3 febbraio 1998, alle 15.13, un aereo militare statunitense Grumman EA-6B Prowler della United States Marine Corps, volando a una quota inferiore a quella concessa e in violazione dei regolamenti, tranciò il cavo della funivia del Cermis, facendo precipitare la cabina e provocando la morte dei venti occupanti. L’incidente avvenne nei pressi di Cavalese. I piloti stavano effettuando delle manovre per divertimento, uno dei due confessò poi di aver distrutto, al suo ritorno alla base, il nastro video che avrebbe consentito di svelare la verità sull’incidente. I due furono processati e assolti negli Stati Uniti per omicidio, ma in seguito riconosciuti colpevoli di ostruzione alla giustizia e condotta inadatta a un ufficiale
Tragedia sfiorata a Sestriere quando il 22 marzo 2008 una cabina della funivia «Pattemouche» tra Pragelato e Sestriere (Torino), andò a schiantarsi contro la struttura della stazione di fermata, provocando 14 feriti (sulle 30 persone che erano complessivamente a bordo in quel momento). Il fatto accadde attorno alle 10. Le persone coinvolte riportarono contusioni e fratture, ma nessuna finì in gravi condizioni. La funivia Pattemouche-Anfiteatro era stata inaugurata il 29 gennaio 2006 per le Olimpiadi invernali di Torino 2006. Si parlò di un guasto al sistema frenante.





