Nelle regioni in zona bianca non ci sarà coprifuoco e tutte le attività potranno essere subito riaperte. È l’accordo siglato tra il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e il ministro della Salute Roberto Speranza. In una nota il ministero specifica che «fermi restando i criteri base della prevenzione, mascherine, distanziamento, areazione e sanificazione luoghi chiusi – una volta che una Regione entri nella zona bianca, sarà superato il cosiddetto ‘coprifuoco’ e si potranno anticipare al momento del passaggio le riaperture delle attività economiche e sociali per le quali la normativa vigente dispone già la ripresa delle attività in un momento successivo». Durante la riunione dei governatori era stato chiesto anche di riaprire le discoteche ma questa proposta non è stata accolta.
Già dalla prossima settimana potrebbero entrare in zona bianca Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise. Con la zona gialla che è sempre meno restrittiva, restano poche le differenze. E infatti il coprifuoco che per tutti comunque finirebbe il 21 giugno, nelle regioni bianche si toglie subito. Restano poi in vigore tutte le regole e i protocolli per lo svolgimento delle varie attività, ad esempio di ristorazione o di commercio, e resta sempre l’obbligo di mascherina.
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Per diventare zona bianca servono tre monitoraggi consecutivi con meno di 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti. Il prossimo report della Cabina di regia sull’andamento epidemiologico, atteso venerdì 28 maggio, certificherà che Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise, taglieranno il traguardo lunedì 31 maggio. Il 7 giugno dovrebbe toccare ad Abruzzo, Veneto, Liguria e Umbria, che sono alla seconda settimana con dati da “bianca”. A queste regioni, a partire dal 14 giugno, potrebbero unirsi Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio, provincia di Trento e Puglia. Tutte regioni con dati a ridosso dei 50 contagi.
Il governo non ha previsto la riapertura delle discoteche. In vista dell’estate i governatori chiedono invece che sia possibile andare a ballare, ma soltanto con il green pass. E dunque di seguire lo stesso protocollo già autorizzato per i banchetti seguenti alle cerimonie civili e religiose come matrimoni, comunioni e cresime. Al momento questo non è stato accordato. Tra le altre richieste c’è quella di imporre la consumazione al tavolo per bar e ristoranti all’aperto e impedire gli assembramenti. Inoltre, i dati che dimostrano la discesa della curva epidemiologica i governatori chiedono di anticipare le ripartenze delle attività previste per il 1 luglio.





