Anche in zona bianca gli ospiti di matrimoni, battesimi e comunioni dovranno esibire il green pass, cioè il certificato di vaccinazione con entrambe le dosi, il certificato di guarigione o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti, come previsto dal decreto del 18 maggio scorso. Salta, invece, il limite di quattro persone sedute allo stesso tavolo, è confermato il metro di distanza tra un tavolo e l’altro e l’obbligo di mascherina, da osservare però solo quando non si è al posto.
Sono alcune delle novità che emergono dalle nuove linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali regionali adottate dalla Conferenza delle regioni (e recepite in un’ordinanza del ministero della Salute) dopo il confronto con il Cts, che aveva chiesto alcune integrazioni. Un aggiornamento tanto più necessario perché da lunedì 31 maggio nelle tre regioni promosse in bianco (Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise) è stata autorizzata la riapertura anticipata (rispetto al calendario previsto per le regioni gialle), di feste di nozze, fiere, congressi, parchi a tema, piscine al chiuso, sale giochi e centri benessere.
Nelle linee guida regionali non c’è alcun riferimento all’obbligo e questo aveva lasciato intendere che la misura fosse stata superata, ma non è così. Essendo prevista nel Dpcm del 18 aprile, che è norma primaria, il green pass resta. E sarà necessario anche in zona bianca come precisato dalla Conferenza delle Regioni: «Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso ,devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell’art.1, comma 14, del decreto-legge 33/2020 e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi di cui all’articolo 9 del dl 52/2021 anche in zona bianca. Il comma 2 dell’art 9 del Dl 65/2021 si limita a stabilire l’anticipazione della possibilità delle feste in zona gialla al 15 giugno, ma restano ferme le modalità di svolgimento indicate nella norma». Previsto inoltre un numero massimo di presenze «in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria». La mascherina va indossata negli ambienti interni (quando non si è seduti al tavolo) e negli ambienti esterni (qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro).
Nei ristoranti (che offriranno in tutta Italia servizio ai tavoli anche al chiuso dal 1° giugno, dal 31 maggio nelle tre regioni in zona bianca) va previsto un numero massimo di presenze. La mascherina va indossata solo quando non si è seduti al tavolo. Per il resto va assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di distanza tra i clienti di tavoli diversi. E sono invariate le regole sui menù che devono essere consultabili attraverso soluzioni digitali oppure su carta plastificabile. Dal decreto del 18 maggio è scomparso il riferimento alle regole previste dal Dpcm del 2 marzo. E perciò salta il limite dei 4 commensali non conviventi che possono sedere allo stesso tavolo.
Nei bar (sempre dal 1° giugno) è consentito consumare al bancone. Si deve assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio). Se non ci sono posti a sedere «si deve consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio)».
Le discoteche sono aperte solo in zona bianca ma solo per ascoltare musica e consumare bevande. Le piste da ballo al momento sono ancora chiuse.




