La variante Delta corre in tutta Europa, Italia compresa. Nel Paese l’impatto della variante Delta ha quasi raggiunto il 30% e secondo le simulazioni del ministero della Salute dovrebbe arrivare al 70% nel mese di agosto. Con gli attuali, seppur contestati, parametri in vigore già quattro regioni potrebbero presto passare in zona gialla: Abruzzo, Campania, Marche e Sicilia.
Al momento tutto il Paese è in zona bianca, che vuol dire riapertura di quasi tutte le attività, ma il rischio di un passo indietro e un ritorno alla situazione della primavera è concreto. Soprattutto se non si deciderà di cambiare i parametri per il passaggio da una fascia all’altra. Tra i parametri sotto la lente del ministero della Salute e del Cts c’è l’incidenza del nuovo coronavirus ogni 100mila abitanti: se superano i 50 casi si passa in zona gialla. Scatta l’allarme con un combinato di contagi (Rt), superamento del 40% del tasso di occupazione delle aree mediche e del 30% quello delle terapie intensive.
L’ultimo monitoraggio settimanale della cabina di regia Iss-ministero della Salute ha segnato un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi tempi: otto Regioni sono tornate ad avere una classificazione complessiva di rischio moderata. Si tratta di Abruzzo, Campania, Marche, Bolzano, Trento, Sardegna, Sicilia e Veneto. Stessi territori che hanno anche una valutazione di probabilità moderata e non più bassa, con una chiara inversione di tendenza rispetto alle ultime settimane. Altro dato in rialzo in alcuni territori è quello dell’indice Rt, che ha superato quota 1 in Abruzzo e Sardegna. Nell’ultima settimana in alcune Regioni l’incidenza è salita, anche notevolmente, interrompendo una discesa che andava avanti da tempo. I valori più alti registrati sono quelli di Sicilia (18,2), Marche (15,9), Campania (15,7) e Abruzzo (15,5). Mentre l’aumento dei casi è più marcato in Campania, Marche, Sardegna, Toscana e Veneto. Meglio i dati sulle ospedalizzazioni: sopra il 3% dei posti letto occupati ci sono solamente Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
«Com’è noto settimanalmente noi monitoriamo tutti i dati, ci aspettavamo una risalita, questa risalita è in corso con numeri più bassi del passato, come abbiamo sempre fatto ci affideremo alla nostra squadra di tecnici che continueranno a fare questo lavoro di verifica, vediamo passo dopo passo come le cose vanno avanti, quello che è certo è che la vera arma per chiudere questa stagione è la campagna di vaccinazione, dobbiamo insistere sulla vaccinazione», ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.
Ma sono già iniziate le discussioni fra regioni e governo e all’interno della maggioranza. Molti fanno pressione per una revisione dei parametri visto che i numeri dei ricoveri e delle terapie intensive sono in calo. La richiesta è di cambiare il peso dei parametri, dando un maggiore importanza ai ricoveri rispetto ai casi positivi. I governatori sostengono che, con l’avanzare della campagna vaccinale, i parametri dovrebbero essere modificati. Perché è vero che i contagi avanzano, ma reparti medici e terapie intensive si stanno svuotando. Per ora il ministro della Salute Roberto Speranza non è sulla stessa linea d’onda delle regioni. Per lui è ancora troppo alto il numero degli italiani non immunizzati. I nuovi casi positivi si registrano soprattutto fra i non vaccinati, mentre per chi è vaccinato e si contagia le conseguenze più drammatiche sono prossime allo zero.





