Per i guariti da Covid basterà una sola dose di vaccino entro 12 mesi dal primo tampone negativo dopo la malattia. Si estenderebbero così i tempi della normativa attuale, che prevede un’unica dose entro 6 mesi dalla guarigione, due dosi se sono passati più di 6 mesi (fanno eccezione gli immunodepressi che, seppur guariti, devono essere vaccinati con doppia dose). Diversi studi sui guariti hanno mostrato infatti che l’immunità data dalla malattia dura almeno 9 mesi.
«È possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARSCoV-2/COVID-19 nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione», si legge nella circolare “Aggiornamento indicazioni sulla Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV-2” del ministero della Salute, firmata dal direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza, il cui contenuto era stato anticipato dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa.
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Una conferma della lunga immunità garantita dalla malattia arriva dall’indagine effettuata sulla popolazione di Vo’ Euganeo dal gruppo di Andrea Crisanti dell’Università di Padova in collaborazione con l’Imperial College di Londra, i cui dati sono stati pubblicati su Nature Communication. Gli autori hanno analizzato i livelli anticorpali e il 98,8% delle persone positive a febbraio/marzo dello scorso anno ha mostrato livelli ancora rilevabili di anticorpi dopo 9 mesi, a novembre. Nello studio sono stati usati tre tipi di test che rilevano diversi anticorpi. «Uno degli elementi più rilevanti che emerge da questo lavoro — ha spiegato Crisanti — è che i pazienti che si erano infettati a febbraio 2020 avevano a novembre ancora importanti livelli di anticorpi nel sangue e questo indipendentemente dalla tipologia di infezione, sia tra chi è stato male ossia i sintomatici, sia tra gli asintomatici». Ciò suggerisce che «la forza della risposta immunitaria non dipende dai sintomi e dalla gravità dell’infezione» ha aggiunto Ilaria Dorigatti, dell’Imperial College.
Nel frattempo, però, Cittadinazattiva segnala tra gli oltre 5 milioni di persone che hanno già superato la malattia non manca «confusione in tema di vaccini e difficoltà nell’ottenere il Green Pass, a causa di problemi di comunicazione tra sistemi informatici». Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, nell’annunciare le nuove indicazioni, ha spiegato che «molti cittadini che hanno contratto Covid e che facevano una dose di vaccino avevano poi difficoltà ad ottenere il Green pass, perché in alcune Regioni la dose veniva somministrata dopo i 6 mesi previsti. La piattaforma del sistema non generava il certificato dal momento che l’algoritmo prevedeva la vaccinazione per i guariti solo entro i 6 mesi». Questo, ha aggiunto, «è un problema che riguarda già alcune migliaia di cittadini e che risolveremo».





