La Sicilia e la Sardegna rischiano di tornare in zona gialla. Mentre altre 14 regioni presentano numeri sulla soglia della criticità dal punto di vista dell’incidenza. Già prima della fine di agosto sarà difficile per alcune regioni conservare le tre condizioni che consentono di stare in zona bianca: positivi sotto quota 50 ogni centomila abitanti, posti letto occupati in terapia intensiva sotto il 10%, posti letto occupati nei reparti ospedalieri sotto il 15%.
Il parametro dei 50 positivi su 100mila abitanti, come riporta Il Corriere della Sera, risulta già sforato, in alcuni casi abbondantemente, da 14 regioni e province autonome su 21. Fino al decreto legge che ha cambiato i parametri, il 23 luglio, il permanere di questa situazione per due settimane sarebbe stato sufficiente perché passassero tutte in zona gialla. E invece la pressione sugli ospedali, grazie alle vaccinazioni che depotenziano gli effetti del virus riparando da conseguenze più gravi soprattutto i fragili, è ancora sotto controllo quasi ovunque.
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Non in Sardegna, però, dove sono già stati raggiunti due parametri da zona gialla: 142 positivi su 100 mila abitanti, 11% dei posti letto in rianimazione occupati da pazienti Covid. E neppure in Sicilia, regione record per numero di positivi registrati, che ha il valore dell’incidenza dei positivi sulla popolazione a 104,5 e il 13% dei posti letto in area medica e il 7% di quelli in rianimazione occupati.
La pressione sulla rete ospedaliera, però, sta crescendo un po’ ovunque: nel Lazio il tasso di occupazione in rianimazione è passato dal 3,7 al 6% in una settimana, e in Liguria dal 2,8 al 7%. Da rilevare anche il numero alto di positivi per abitanti di altre 4 regioni: la Toscana nell’ultima settimana ha raggiunto quota 119,7 positivi su centomila abitanti, la settimana precedente era a 94,5; il Veneto dopo un picco di 102 positivi su centomila abitanti, a inizio agosto, torna a quota 94, così come l’Umbria, mentre l’Emilia-Romagna arriva a quota 93. La Calabria invece ha 57,1 positivi ogni centomila abitanti ma è già a quota 11% di posti occupati in terapia intensiva. Forse alla base della scoperta di tanti nuovi positivi c’è l’aumento dei test del tampone di questi giorni. Ma il rischio di tornare alle restrizioni dopo l’estate comincia a farsi più vicino.





