Inizia una nuova settimana di lavoro per i dipendenti pubblici e privati ancora sprovvisti di Green pass. Dal 15 ottobre è entrato in vigore l’obbligo di certificazione verde sui luoghi di lavoro, ma secondo le stime ci sarebbero circa 3 milioni e mezzo di lavoratori che non si sono sottoposti a vaccino. La misura che serviva a spingere la campagna vaccinale ha, invece, portato a un netto aumento del ricorso ai tamponi per ottenere il Green pass.
Dopo il record assoluto di Green pass scaricati nella sola giornata del 15 ottobre scorso, il dato delle ultime ore registra un numero di oltre 100 milioni di certificati verdi emessi in totale. L’accelerazione è avvenuta negli ultimi giorni, quando la decisione del governo Draghi di imporre l’obbligo di Certificazione verde Covid-19 anche sui luoghi di lavoro ha spinto migliaia di dipendenti a vaccinarsi o a sottoporsi al tampone. Attualmente si contano 100.595.790 Green pass scaricati con un picco segnalato soprattutto nelle giornate tra il 14 e il 16 ottobre quando i nuovi pass sono stati ben 2,5 milioni.
Dei 2,5 milioni di certificati emessi tra giovedì e sabato scorso, la grande maggioranza, circa 1,8 milioni, è relativa a tamponi effettuati e non a vaccinazioni. Seguono poi i Green pass legati ai vaccini per una quota di 643.184 emissioni e quelli derivanti da guarigione dal virus, 10.880. Da segnalare anche la richiesta di oltre 90 mila certificati di malattia. Per la precisione, 94.191 lavoratori hanno chiesto la malattia con un aumento del +22,6% rispetto alla settimana prima.
Il rischio è di rimanere nel giro di pochi giorni senza tamponi. La Cgia, la Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato, sottolinea come sia le farmacie sia i centri che eseguono i test non abbiano un numero di tamponi sufficienti per coprire tutte le richieste in arrivo con le nuove regole sul Green pass. Contando che secondo i calcoli del governo i lavoratori senza Certificato sono circa 3 milioni e che, se nessuno decide nel frattempo di vaccinarsi, dovranno fare ciascuno un tampone ogni due giorni di qui a fine anno, non ci saranno abbastanza test per tutti. Anche ipotizzando un aumento della produttività, comunque sarebbe impossibile arrivare a una capacità che assicuri a tutti i lavoratori sprovvisti di Green pass di poter fare il tampone.
«Se il Governo ha deciso per decreto di consentire l’ingresso negli uffici e nelle fabbriche solo a chi ha il Green pass – e quest’ultimo è ottenibile attraverso il vaccino o il tampone – lo Stato deve garantire la possibilità di fare il tampone anche a chi non vuole somministrarsi il siero. Diversamente, lede il diritto al lavoro a milioni di persone, venendo meno a un principio fondamentale di uno Stato di diritto: la legalità, che deve essere sempre rispettata sia dai soggetti pubblici sia da quelli privati», si legge nella nota.
Secondo la Cgia, quindi, a questo punto il governo ha due possibilità: o stabilire che il Green pass si possa ottenere solo con il vaccino, eliminando così alla radice il problema dell’impossibilità di avere a disposizione tamponi per tutti, oppure decidere di mobilitare esercito e Protezione civile su tutto il territorio in modo da assicurare unità mobili in grado di fare i test su chiunque lo richieda.





