Tornano le prove scritte all’esame di maturità: saranno due e in presenza. L’esame, che prenderà il via il 22 giugno 2022, sarà costituito da una prova scritta di italiano, da una seconda prova sulle discipline di indirizzo, predisposta dalle singole commissioni d’esame. Ci sarà poi un colloquio: in questo caso è prevista la possibilità della videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il loro domicilio. Sono pronte le ordinanze che definiscono l’organizzazione e le modalità di svolgimento degli esami di Stato 2022 del primo e del secondo ciclo di istruzione. Modalità che non piacciono agli studenti.
«Non si tiene conto degli ultimi tre anni, penalizzati da un esame senza senso. Così non ci stiamo», questa la reazione della rete degli Studenti che, dunque, non si trova d’accordo con il ministro sul «riprendere nella quasi totalità la formula tradizionale». La Rete degli Studenti Medi, nello specifico, accusa il Miur di non aver ascoltato le loro richieste e, con questa proposta di esame, di non considerare «le difficoltà enormi nella didattica e nell’apprendimento degli ultimi tre anni». Le associazioni studentesche, invece, chiedevano un esame «incentrato sulle singolarità dello studente, eliminando gli scritti e inserendo una tesina».
Dopo due anni di didattica a distanza, ritorni in presenza a singhiozzo, distanziamento, mascherina in classe, regole sulle quarantene cambiate cento volte, si può tornare di punto in bianco alla normalità? Per Tommaso Biancuzzi, coordinatore della Rete degli Studenti Medi, la risposta è no. «Il ministero non convoca le associazioni studentesche da mesi. Ci aspettavamo, però, che venissero comunque prese in considerazione le nostre proposte e le richieste di una comunità larga e responsabile. Non siamo dei nullafacenti, ma abbiamo seri dubbi che il percorso formativo di uno studente si valuti in base a questa proposta di esame di Stato. Vorremmo che ci si concentrasse sul percorso personale di ogni studente, non su capacità acritiche», spiega Biancuzzi. Gli scritti, «specialmente la seconda prova mettono in difficoltà chi ha vissuto la scuola a singhiozzi come negli ultimi tre anni. Se la bozza di esame sarà confermata, non possiamo escludere la mobilitazione nazionale».
Dopo l’annuncio del ministro Patrizio Bianchi riguardo le nuove modalità dell’esame di Stato e le proteste di tanti studenti, interviene sulla questione anche il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (Anp), Antonello Giannelli: «Ci auguriamo che il ministro ci ripensi e tolga la seconda prova agli esami di maturità». «Negli ultimi due anni non abbiamo fatto scritti, il ritorno alla normalità deve essere graduale. In fondo quest’anno vanno a sostenere la maturità dei ragazzi che hanno avuto problemi per tre anni di seguito poiché si sono fatti tutto il triennio con la pandemia», ha detto Giannelli. «Non avrei introdotto la seconda prova scritta quest’anno. Sarebbe bastata una prova scritta e il colloquio strutturato con la tesina come si è fatto negli ultimi anni».





