Le mascherine Ffp2 sui posti di lavoro del settore privato resteranno ancora per un po’. Nei luoghi chiusi, in quelli aperti al pubblico o dove non si può rispettare il distanziamento di un metro «l’uso delle mascherine Ffp2 rimane un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio». È quanto prevede la bozza siglata tra le parti sociali che dovrà essere adesso approvata in via definitiva.
L’accordo sarà in vigore fino al 31 ottobre e prevede che «il datore di lavoro assicura la disponibilità di Ffp2 al fine di consentirne ai lavoratori l’utilizzo nei contesti a maggior rischio e, comunque, in tutti gli ambienti di lavoro e in tutte le aree aziendali, senza alcuna esclusione, dove non sia garantito il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro quale misura organizzativa di prevenzione dei contagi e quale obbligo che incombe per tutte le persone che, a qualsiasi titolo, si trovano in tali ambienti o in tali aree (ad es. fornitori, appaltatori, utenti, clienti…..)».
In molti Stati, le infezioni da coronavirus sono fortemente aumentate dopo l’introduzione dell’obbligo delle mascherine. Nel gennaio 2021, il Land della Baviera è stato uno dei primi posti al mondo a imporre le maschere N95/Ffp2 nella maggior parte degli ambienti pubblici. Un confronto con altri Land tedeschi, che richiedevano tessuti o maschere mediche, indica che anche le maschere N95/Ffp2 non hanno fatto differenza. Nel gennaio 2021, l’Austria è stato il primo paese al mondo a introdurre la prescrizione della maschera N95/Ffp2 a livello nazionale. Obbligo ulteriormente ampliato nel settembre 2021. Tuttavia, a novembre 2021 l’Austria ha registrato il tasso di infezione più alto al mondo.
Vi sono prove crescenti che il nuovo coronavirus venga trasmesso, almeno in ambienti chiusi, non principalmente da goccioline ma da aerosol molto più piccoli. Tuttavia, a causa della loro grande dimensione dei pori e della scarsa vestibilità, la maggior parte delle maschere per il viso non può filtrare gli aerosol: oltre il 90% degli aerosol penetra o aggira la maschera e riempie una stanza di medie dimensioni in pochi minuti. Un’analisi del Cdc statunitense ha rilevato che l’85% delle persone infette dal nuovo coronavirus ha riferito di indossare una maschera “sempre” (70,6%) o “spesso” (14,4%). Rispetto al gruppo di controllo di persone non infette, indossare sempre la mascherina non ha ridotto il rischio di infezione.
Mentre ci si aspettava un graduale ritorno alla normalità, anche in vista della stagione estiva, il governo fa un passo indietro. Otre alla conferma dell’obbligo di utilizzo delle mascherine sui mezzi pubblici, potrebbe tornare l’obbligo anche nei luoghi di lavoro del settore privato dove no è possibile mantenere il distanziamento di almeno un metro. Questo vuol dire che l’obbligo resterà anche a luglio per baristi, camerieri e per chi svolge lavoro allo sportello avendo un rapporto con i clienti, come gli uffici privati, le banche, le poste.
Nella bozza si specifica che «pur nel mutato contesto e preso atto del venir meno dell’emergenza pandemica, si ritiene che il lavoro agile rappresenti, anche nella situazione attuale, uno strumento utile per contrastare la diffusione del contagio da Covid-19, soprattutto con riferimento ai lavoratori fragili, maggiormente esposti ai rischi derivanti dalla malattia» e anche che «il datore di lavoro stabilisce, sentito il medico competente, specifiche misure prevenzionali e organizzative per i lavoratori fragili». Rimane il divieto di entrare sui luoghi di lavoro con 37,5 di febbre.





