Una quarantena light e una riduzione del periodo massimo di isolamento per chi fatica a negativizzarsi. Si va verso una riduzione dei tempi per tornare a scuola o al lavoro per chi scopre di essere positivo al coronavirus ma non ha sintomi. Per il Consiglio superiore di sanità si può fare. E le nuove regole potrebbero entrare in vigore nei prossimi giorni, se dal ministero della Salute arriverà una circolare in tal senso. La decisione non è automatica e il ministro Roberto Speranza è sempre rimasto cauto. Ma è difficile che si vada contro un parere del Css che lo stesso ministero aveva richiesto nelle scorse settimane, facendo slittare il provvedimento che per la verità era atteso già ad agosto.
Da mesi, infatti, si chiede di rivedere le norme di isolamento, accorciando i giorni almeno per chi non ha sintomi. Lunedì si è riunito il Consiglio superiore di sanità per emettere un parere circa la nuova quarantena che dovrebbe passare da 7 giorni a 5 giorni se si risulta senza sintomi da almeno 48 ore e con test negativo. La quarantena della positività lunga che oggi obbliga a un isolamento di 21 giorni (dal quale si può uscire anche senza test negativo) dovrebbe scendere invece a 15 giorni.
Queste misure, ammesso che arrivino, si introdurranno con una stagione di ritardo rispetto agli altri Paesi. All’estero, infatti, quasi ovunque le restrizioni sono quasi completamente sparite prima dell’estate. In Spagna e Inghilterra per i positivi non è più previsto l’isolamento. In Svezia e Austria la quarantena si è ridotta a cinque giorni, come negli Stati Uniti e in Germania dove però è ancora richiesto il tampone con esito negativo finale.
Questa variazione potrebbe infatti risultare quanto meno inattuale, c’è già infatti chi spinge a levare il test di uscita come accade già in altri Paesi con l’idea di poter uscire con mascherina Ffp2 in assenza di sintomi. È assurdo pensare che ancora oggi per i vaccinati con terza dose booster o che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni e per guariti da meno di 120 giorni l’isolamento duri 7 giorni, con un test antigenico o molecolare re negativo alla fine del periodo. Mentre, per i non vaccinati o i vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per i guariti da più di 120 giorni, l’isolamento dura 10 giorni con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo.
In sostanza cambierebbe molto poco, continueremo ad avere persone perfettamente sane costrette a casa due settimane inutilmente nei casi di lunga positività e continuerà l’odiosa routine del tampone, che di fatto è un certificato di libera circolazione. Insomma, Speranza non molla, nonostante la bassa letalità del virus. Da mesi tutti i giornali riportavano l’intenzione del ministero di ridurre la durata della quarantena, in linea con la gran parte dei Paesi europei, ma si scriveva: «Speranza vuole aspettare ancora qualche giorno per far raffreddare la curva epidemiologica».
Si continua ad approcciare il Covid come se si trattasse del medesimo virus di marzo 2020. La realtà, e i dati lo dimostrano, è però nettamente diversa. Le terapie intensive nazionali rimangono ai minimi storici; l’apertura delle frontiere e degli stadi non ha inciso, in alcun modo, sull’andamento della curva epidemiologica; l’estate non sta portando incidenza su contagi e ricoverati. Eppure, per le autorità sanitarie competenti, ci sono voluti ben due mesi per decidere se ridurre o meno la quarantena di soli due giorni.





