Per oltre due anni l’appuntamento con il bollettino Covid è stato uno spiacevole rito quotidiano. Ma oggi che la percezione della pandemia è radicalmente diversa, anche la comunicazione è costretta ad adeguarsi. Anche perché in ospedale quasi due terzi dei pazienti positivi al Covid (il 64%) non sono ricoverati perché hanno i sintomi tipici del virus come le polmoniti o i problemi respiratori, ma perché hanno scoperto di essere positivi dopo aver fatto un tampone prima di un intervento operatorio o di un ricovero per altro motivo.
Un segnale che mostra come dalla pandemia ci si stia avviando verso la cosiddetta endemia: la convivenza con il virus. Un motivo in più per cambiare la comunicazione che da quasi tre anni ci accompagna. Come spiegato da Il Sole 24 ore tra le prime misure che dovrebbe prendere il nuovo Esecutivo sul Covid c’è infatti quello di modificare il bollettino che ogni giorno registra l’andamento della pandemia.
L’idea che mette d’accordo molti nel centrodestra è quello di rinunciare al bollettino quotidiano in favore di un report settimanale. Non solo, l’idea è anche quello di togliere dal conto dei pazienti ospedalizzati quelli che appunto sono ricoverati “con” il Covid (cioè lo hanno scoperto dopo il ricovero) e non “per” il Covid e dunque hanno i sintomi.
«A fronte di un significativo aumento dei ricoveri – conferma il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore – registriamo una crescita quasi del tutto a carico di pazienti positivi, ma senza sintomi tipici del Covid, che arrivano in ospedale per curare altre malattie». «Questo trend, se confermato – continua Migliore – vorrebbe dire che ci troviamo di fronte a una endemizzazione del Covid: il virus circola molto, ma incontra le difese immunitarie della stragrande maggioranza della popolazione che ha ricevuto la vaccinazione e i richiami o ha già contratto l’infezione».





