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Tumore del cavo orale: in aumento i casi legati al Papilloma virus

Diversi studi scientifici mostrano l’elevata correlazione tra pazienti affetti da carcinoma del cavo orale ed infezione da HPV. Ne abbiamo parlato con la dr.ssa Daria Caminiti, specialista in Otorinolaringoiatria

Redazione di Redazione
Febbraio 5, 2024
in Salute
Tempo di lettura: 5 mins read
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Tumore del cavo orale: in aumento i casi legati al Papilloma virus

Gli ultimi dati rivelano che il vaccino risulta estremamente efficace contro il Papilloma virus. Ma questo non basta. L’infezione da HPV, che è sempre più frequente, si riscontra in 4 persone su 5. Se fino a qualche anno fa la ricerca si è concentrata solo sul rapporto tra HPV e tumore della cervice uterina, sono sempre più numerose le prove che dimostrano come il papilloma virus abbia un ruolo anche in altri tipi di cancro, non solo femminili e non solo dell’area genitale. Con la dr.ssa Daria Caminiti, specialista in Otorinolaringoiatria ed esperta in Allergologia, abbiamo affrontato le lesioni del cavo orale e dalla laringe. Alcune tipologie di HPV (in particolare HPV 16 e HPV 18) possono condurre allo sviluppo di tumori, tra cui anche quelli dell’orofaringe.

Daria Caminiti, specialista in otorinolaringoiatria ed esperta in allergologia
Daria Caminiti, specialista in otorinolaringoiatria ed esperta in allergologia

Che cos’è il Papilloma virus?

Il virus del Papilloma Umano o HPV (acronimo inglese di Human Papilloma Virus) sottintende una famiglia di virus che comprende oltre 100 genotipi, alcuni dei quali considerate a “basso rischio” poiché non si associano in genere allo sviluppo di un tumore, e altre definite “ad alto rischio” poiché potenziali fattori di insorgenza del cancro. Entrando più nel dettaglio, le varianti HPV 6 e HPV 11 sono due delle più note tipologie a basso rischio, responsabili della formazione di verruche e condilomi genitali, mentre HPV 16 e HPV 18 rappresentano i più comuni ceppi ad alto rischio, causando circa il 70% dei tumori della cervice uterina, ma anche del cavo orale e delle alte vie respiratorie. I membri della famiglia del papilloma virus sono non solo molto numerosi, ma anche estremamente diffusi, tanto che, si stima, circa 8 persone su 10 nel corso della vita entrano in contatto con uno di questi virus, che si trasmettono soprattutto per via sessuale. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi il sistema immunitario è in grado di riconoscere il “nemico” e di eliminare l’infezione senza conseguenze per la salute e in assenza di sintomi.

Come si trasmette?

Il contagio con l’HPV avviene attraverso un contatto fisico, se ci sono cellule virali attive e se sono presenti lacerazioni, tagli o abrasioni nella pelle e/o nelle mucose. In particolare, l’infezione genitale da HPV si trasmette essenzialmente attraverso i rapporti sessuali non protetti. Questo tipo di infezione rappresenta una delle più frequenti malattie sessualmente trasmesse. Anche le infezioni delle vie respiratorie o del cavo orale, si trasmettono per lo più per via sessuale, attraverso rapporti orali in cui si verifica un contatto tra genitali e bocca.

Quanto è frequente?

Quella da papillomavirus è in assoluto la più frequente infezione sessualmente trasmessa; l’assenza di sintomi ne favorisce la diffusione poiché la maggior parte degli individui affetti non è a conoscenza del processo infettivo in corso. Fino al 70-80% dei soggetti sessualmente attivi si infetta nel corso della vita con un virus HPV. La stragrande maggioranza di questi soggetti riesce a debellare il processo infettivo in tempi brevi, senza subire alcun danno; si stima, in particolare, che nell’80-90% dei casi il sistema immunitario umano sconfigga naturalmente l’infezione entro 2-3 anni: l’infezione è quindi transitoria, asintomatica e guarisce spontaneamente. La popolazione più a rischio di contrarre e trasmettere l’infezione è quella sessualmente attiva di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, periodo che normalmente coincide con l’inizio dell’attività sessuale.

Come si manifesta?

Le manifestazioni dell’infezione da HPV dipendono dal genotipo coinvolto (alto o basso rischio). Gli HPV a basso rischio causano le verruche (comuni, plantari, genitali). Gli HPV ad alto rischio causano invece modificazioni citologiche (delle cellule) e istologiche (dei tessuti) che rimangono asintomatiche per lungo tempo, rilevabili solo con un Pap test o esami più approfonditi (colposcopia, vulvoscopia o scopia del cavo orale). Vi sono studi scientifici in cui si è osservata l’elevata associazione di pazienti affetti da carcinoma del cavo orale con infezione da papilloma virus. Per questo la diagnosi precoce delle infezioni del cavo orale diventa fondamentale. Questo virus può determinare tre tipi di lesioni: il papilloma squamoso molto frequente nel cavo orale in particolare a livello della lingua, del palato molle, delle tonsille, dei pilastri palatini e dell’ugola; la verruca è più frequente a livello della laringe e può determinare quadri clinici anche gravi; e il condiloma, lesione sessualmente trasmessa, singola o multipla. Solo nel 10% dei casi l’infezione diviene persistente poiché l’organismo non riesce a debellare il virus che altera il DNA delle cellule a cui si lega, trasformandole in lesioni precancerose o in tumori maligni. È opportuno evidenziare, però, che le lesioni precancerose a loro volta impiegano per lo più alcuni anni prima di trasformarsi in un carcinoma infiltrante.

Come si arriva alla diagnosi?

Un’attenta visita specialistica otorinolaringoiatrica con l’utilizzo di sistemi anche endoscopici, di ultima generazione ad alta definizione, consente l’identificazione precoce delle lesioni sospette e la successiva identificazione e genotipizzazione dei virus HPV grazie alle moderne metodiche di biologia molecolare. Il tampone faringeo per la ricerca del Papilloma Virus consente di identificare il Dna virale. Diventa un fondamentale strumento di screening per individuare soggetti a rischio che devono essere sottoposti periodicamente a un controllo dall’otorino, in modo da rilevare l’eventuale presenza di lesioni cancerose e precancerose alla laringe o al cavo orale quando sono ancora a uno stadio iniziale. In presenza di manifestazioni come verruche e condilomi, la diagnosi nella donna è clinica, con una visita specialistica ginecologica. Per individuare la presenza del virus, e dunque accertarsi della presenza di un’infezione da HPV, esistono: test diagnostici che ricercano la presenza del DNA virale – l’HPV DNA test o genotipizzazione virale – ed esami per la ricerca e la diagnosi precoce delle lesioni preneoplastiche o neoplastiche – il Pap test, la colposcopia e le biopsie.

Qual è il ruolo dell’otorinolaringoiatra?

L’otorinolaringoiatra è uno specialista che di lesioni verosimilmente papillomatose ne osserva moltissime e deve decidere di eseguire solo una biopsia della lesione o una exeresi bioptica. L’osservazione fatta da uno specialista otorino si differenzia dalla visita eseguita da un medico di famiglia perché lo specialista dispone di strumenti che permettono la visione anche di quelle zone non visibili direttamente. È vero che le degenerazioni verso il cancro sono rare nel cavo orale, ma sicuramente è opportuno sempre eseguire un esame istologico della neoformazione asportata per essere certi della natura benigna della stessa. Se l’esame sarà negativo si parlerà di papilloma squamoso o di verruca e sarà importante che il paziente si sottoponga a controlli a distanza nel tempo.

Come si interviene?

Il trattamento laser ormai è il trattamento di elezione per la gran parte delle patologie otorinolaringoiatriche. L’intervento è quasi sempre ambulatoriale, in anestesia locale, mediante l’utilizzo di laser a diodi che permette una exeresi precisa, veloce, senza sanguinamento e senza la necessità della tradizionale sutura della mucosa dopo l’asportazione della lesione.

Come si previene?

La vaccinazione è l’unica forma di prevenzione dall’infezione. A infezione avvenuta solo la diagnosi precoce di eventuali modificazioni attraverso una valutazione specialistica permette di gestire celermente le patologie preneoplastiche o neoplastiche. Il vaccino previene l’infezione virale di gran parte dei sierotipi oncologicamente più aggressivi. Il vaccino contro l’HPV è di ultima generazione: non contiene i virus interi attenuati o inattivati, ma solo proteine in grado di provocare una risposta immunitaria. È efficace se somministrato prima che l’organismo sia entrato in contatto con il Papilloma Virus, quindi generalmente prima dell’attività sessuale. In Italia è previsto nella schedula vaccinale di maschi e femmine dal 2018 e la vaccinazione è offerta gratuitamente a partire dagli 11 anni di età.

Tags: Papilloma virusTumore
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