• Cookie Policy
  • Chi siamo
sabato, Giugno 27, 2026
  • Login
Pickline
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
Pickline
No Result
View All Result

Gli “Ultimi versi” di Marina Cvetaeva

È molto di più di un titolo: sta a indicare infatti il senso di un percorso, di un’esperienza che si avvia alla conclusione, una lotta tanto vana quanto ardua contro la disperazione

Francesco Capaldo by Francesco Capaldo
Settembre 19, 2021
in Libri
Reading Time: 3 mins read
A A
Gli "Ultimi versi" di Marina Cvetaeva

Oggi porto con me nella mia passeggiata sul Lungarno gli Ultimi versi di Marina Cvetaeva. Li leggo in una giornata di settembre. Li assaporo senza fretta, guardando gli avventori che passeggiano sulla riva del fiume. Ogni tanto però distolgo lo sguardo dalle pagine del libro. Lo volgo verso l’altra riva; mi accade involontariamente, quasi a voler stemperare nei colori del giorno l’impressione, lasciata nel mio animo, dalla scrittura di questa poetessa, che è intensa, vissuta con ardore, con sacrificio estremo, e che non è azzardato considerare come un corpo a corpo con la parola e la vita.

A entrambe la poetessa non concede nulla. Ogni suo verso nasce da uno sforzo sovrumano compiuto per arginare il deserto del cuore e della parola. Ogni nuovo testo è un tentativo (in alcuni casi anche interrotto, incompiuto, quasi prometeico) di dare voce all’affanno del cuore, al non detto. Ogni sillaba che ferma sulla carta è strappata al silenzio e alla morte che sentiva incombere sulla sua esistenza caratterizzata da spostamenti, fughe, dal dramma della guerra, da rari momenti felici, delusioni, da anni bui e funesti, e infine dal ritorno in patria, dalla perdita di ogni speranza e dalla morte volontaria.

Marina Cvetaeva, Ultimi versi (1938-1941), traduzione e cura di Pina Napolitano, Edizioni Voland, 2021, euro 14,00

Ultimi versi è molto di più di un titolo: sta a indicare infatti il senso di un percorso, di un’esperienza che si avvia alla conclusione, una lotta tanto vana quanto ardua contro la disperazione. Testimonia in un certo senso, quasi assumendo un valore documentario, quell’atto di disperata ‘resistenza’ o ‘resilienza’ che la poetessa compie in quattro anni per lei infelicissimi e la irrimediabile sconfitta che ne consegue. Per questo motivo, cioè per questa profonda tensione umana che caratterizza la sua scrittura, per comprendere la poesia di Marina Cvetaeva bisogna imparare a leggere fra le righe; bisogna avere pazienza, bisogna leggere con lentezza. A ogni verso bisogna concedere del tempo, magari meditandolo: solo così si può entrare nel suo mondo, e a poco a poco si riesce a sentire tutta l’energia di una scrittura, anche se solo in traduzione, che si incide sulla pagina come lama d’acciaio, in perenne dissidio fra la bellezza e la brutalità della storia che con ferocia travolge ogni cosa.

LEGGI ANCHE: “Averno”, il viaggio nell’oltretomba di Louise Glück

Marina, come lei stessa riconosce in versi essenziali, lapidari e incisivi, si sente in lotta ormai ‘con tutto’ (p. 35). Non è più capace di dominare il conflitto interiore che la tormenta e l’oscurità le ottenebra l’anima. La poesia però, quando riesce a dare voce al suo sentire, rappresenta per lei un momento di luce in cui si apre ancora una volta a quell’amore che è sempre al centro delle sue liriche, e che è declinato nelle sue più diverse forme: amore passione, consapevolezza che la giovinezza è finita ma anche amore per la Boemia, ormai lontana, e per il suo soggiorno parigino. Amore che in altri versi è definito fiaccola, luce, visione, lanterna che allontana le ombre e la tiene attaccata alla vita:

Splendenti così chiare
fin sul far del giorno –
chi accompagnate,
mie lanterne?

Chi proteggete,
incoraggiate,
illuminate,
mie lanterne?

Accanto e in opposizione alle sue lanterne c’è però l’amara consapevolezza che dalla loro luce e dalla vita bisogna prendere congedo (p.121). Questo dramma incombe sulla sua esistenza, la affatica, la allontana negli ultimi anni della sua vita da ogni speranza. Quando finirà per prevalere, cioè quando la Cvetaeva si volgerà definitivamente al regno delle ombre per lei non ci sarà più speranza. Della sua esperienza umana, però, della sua passione smisurata, del suo amore incondizionato e di quella sovrabbondanza di sentimento con il quale ha vissuto, resta traccia in tutta la sua opera, e anche e soprattutto in questi Ultimi versi che grazie a Voland editore possiamo per la prima volta leggere in italiano. Forse proprio perché scritti con volontà caparbia di arginare il dolore e la disperazione sono ancora più preziosi e cari.

Tags: Edizioni VolandMarina CvetaevaUltimi versi
Share332Tweet208Share58ShareSend
Previous Post

Dischi, il rock cala i suoi assi

Next Post

Vaccini anti-Covid, al via la terza dose per 3 milioni di italiani fragili

Related Posts

Giuseppe Langella con la copertina del libro La messa del lunedì. Immagine dedicata alla raccolta poetica che unisce fede, impegno civile, migrazioni e giustizia sociale.
Libri

Giuseppe Langella: «La poesia deve parlare a tutti e farsi carico del mondo»

Giugno 23, 2026
Copertina del libro "Il divenire innocente" di Jean Flaminien inserita in un paesaggio naturale al tramonto, immagine che richiama i temi della poesia, della natura e della ricerca dell'eterno.
Libri

Il divenire innocente di Flaminien, quando la poesia diventa resistenza all’alienazione

Giugno 19, 2026
Lo spazzolino: il viaggio dei sentimenti
Libri

Lo spazzolino: il viaggio dei sentimenti

Giugno 3, 2026
Umberto Eco e la copertina del libro “Riflessioni sul dolore” in una composizione dedicata al rapporto tra filosofia, sofferenza e arte.
Libri

Da Esiodo a Mel Gibson, il dolore raccontato da Umberto Eco

Maggio 24, 2026
Next Post
Vaccini anti-Covid, al via la terza dose per 3 milioni di italiani fragili

Vaccini anti-Covid, al via la terza dose per 3 milioni di italiani fragili

  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.