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Donne e diritti. Prima volta delle donne allo stadio in Arabia Saudita

Una vittoria per le donne. Dal week end appena trascorso le tifose possono assistere agli eventi sportivi anche se nel settore riservato alle famiglie. Hanno preso il via le riforme del principe ereditario Muhammad ben Salman

Sorridenti sugli spalti a tifare la squadra del cuore. Per la prima volta in Arabia Saudita le donne sono entrate negli stadi di calcio per assistere alle partite del campionato di calcio. È successo venerdì ed è risuccesso sabato. Le foto della tribuna riservata alle donne e alle famiglie, lontanissima dai posti degli uomini non sposati, e dell’ingresso allo stadio di Gedda, hanno fatto il giro del mondo via internet, a cominciare dai siti dei media arabi e dai social network. Una vittoria per le donne entrata nella storia dell’umanità, oltre che dello sport, fino a quando tutto questo non diventerà normalità.

ARABIA SAUDITA PIÙ MODERATA. L’abolizione del divieto di assistere ad un evento sportivo era stata annunciata il 29 ottobre dalla Federcalcio di Riad e rientra nel sistema di riforme portato vanti dal principe ereditario Mohammed bin Salman per introdurre un Islam più moderato. Non solo le donne adesso possono entrare negli stadi, ma da marzo potranno andare al cinema e da giugno guidare l’auto. Pronte a cadere una serie di restrizioni per le donne con positive ricadute anche sul piano economico. L’economia, dunque, sarà più inclusiva coinvolgendo le donne a pieno titolo per sostenere la crescita di un Paese sempre meno dipendente dagli alti e bassi del petrolio.

LA PARTITA DELLA SVOLTA. «Signore e signori!». Per la prima volta al Pearl Stadium di Gedda l’annunciatore ha dato il benvenuto alle tifose donne alla partita della massima serie fra Al-Ahli e Al-Batin, vinta 5-0 dai padroni di casa. Quando Al-Ahli ha segnato il primo gol si è sollevato dagli spalti il suono insolito di voci femminili che si mischiavano ai cori dei tifosi maschi. Una vittoria non certo facile. Dall’annuncio dell’abolizione del divieto all’effettiva attuazione sono passati circa tre mesi necessari alle modifiche strutturali degli impianti sportivi: sono state introdotte zone riservate alle donne, ingressi separati, bagni femminili e aree di preghiera. Oltre a quello di Gedda, dove sono stati previsti 14.000 posti per le tifose, gli altri stadi attrezzati per accogliere le donne sono quello della capitale Riyad e quello di Dammam.

SEPARAZIONE TRA DONNE E UOMINI. Si tratta però di aperture relative: l’accesso agli stadi prevede una rigida separazione tra donne e uomini non sposati sugli spalti, nei parcheggi fuori agli impianti e nei percorsi di accesso. E le donne potranno guidare le auto soltanto dopo aver ricevuto un permesso dal loro garante maschio. Analogamente, i concerti di musica saranno riservati soltanto al pubblico femminile. I cinema, la cui riapertura è stata annunciata lo scorso dicembre, proietteranno soltanto i film approvati dalla rigida censura, perché «siano in linea con i valori e i principi in vigore e non contraddicano la legge islamica e i valori morali del Regno».

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